Henri Cartier-Bresson, Man Ray, Dora Maar e tanti altri in Voici Paris, la collezione Bouqueret al Centre Pompidou


O Paris
Gare centrale débarcadère des volontés, carrefour des inquiétudes...
Blaise Cendras

Ecco la città, "Voici Paris", capitale della fotografia immortalata nella grande mostra del Centre Pompidou, Musée national d'art moderne. Sguardo d'insieme sulle "Modernités photographiques, 1920-1950", ricostruito sul filo dell'imponente collection Christian Bouqueret, una panoramica della fotografia francese tra le due guerre acquisita dal museo grazie all'opera di mecenatismo del marchio Yves Rocher.
Anche l'ultima grande raccolta privata di questo tipo è entrata a far parte della prestigiosa istituzione, che per festeggiarne l'arrivo ha organizzato una grande esposizione, a cura di Quentin Bajac e Clément Chéroux, visitabile fino al 14 gennaio 2013 in un turbinio di selciati e sampietrini, di danze sfrenate e di fatica, di bar e di spettacoli, di composizioni ironiche e di sovrapposizioni immaginifiche destinate a consolidare il mito della Parigi artistica, formatosi proprio nei decenni a cavallo tra i due conflitti mondiali.

Trecento gli scatti prescelti, appartenenti ad alcuni monumenti della fotografia d'oltralpe come Henri Cartier-Bresson, Dora Maar, Man Ray, nomi noti e sconosciuti che si inerpicano nelle sezioni di un percorso dalle innumerevoli direttrici riunite in cinque macro-sezioni:


  • "L'œil nouveau" che indaga la fascinazione degli artisti dell'epoca per i segni esteriori della modernità come le ciminiere, le folle, i treni ed i pali del telegrafo, tra oggetti industriali e quel movimento tanto caro ai nostri futuristi,

  • e poi le sperimentazioni e le deformazioni della figura umana dei surrealisti e le loro piste di analisi "al servizio di interrogativi più inquietanti di una realtà, spesso confusa con il meraviglioso",

  • i nuovi rapporti dell'immagine con il testo che a partire dal tema de "L'imagier moderne" attraversano il mondo della pubblicità e dell'edizione non trascurando fotomontaggi e collages.

  • "Documents de la vie sociale", si rivolge invece all'interesse crescente per il mondo del lavoro, dei divertimenti in progressiva democratizzazione in una Parigi notturna piuttosto animata,

  • per finire con la rivisitazione di alcuni grandi generi della pittura come il nudo, il ritratto e la natura morta, rivisti in ottica neo-classica.

"Voici Paris" racconta questa storia, dai primi tentativi sperimentali di Man Ray all'immediato dopoguarra, un periodo di grande intensità fotografica segnato dall'emergenza del surrealismo, dagli interrogativi politici, dalle preoccupazioni sociali e dall'avvento della stampa illustrata. La mostra presenta al visitatore le correnti che costituiscono le grandi tendenze visuali del periodo e mostra l'ampiezza e la diversità dei campi abbordati da fotografi provenienti dalle avanguardie artistiche, ma anche dei reporters, degli illustratori e dei fotografi commerciali.

Via | centrepompidou.fr

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