Robert Capa e Gerda Taro, La coppia della fotografia di guerra riunita in Death in the Making

All'inizio erano solo Gerta Pohorylle e Endre Ern? Friedmann, giovane tedesca dall'ottima educazione e dallo spiccato spirito artistico lei, rampante fotografo ungherese ancora poco noto lui, poi ci fu la magia di Parigi e il loro reciproco entusiasmo descrittivo prese la forma di Robert Capa, figura creata a tavolino per identificare un fantomatico fotoreporter americano destinato a far decollare la carriera di Friedmann, che ne assumerà pienamente in seguito, lo pseudonimo, conservandolo fino alla fine. Mentre Gerta divenne Gerda Taro.

Due esistenze unite dalla passione per l'attualità e da un periodo di grandi sconvolgimenti storici, da descrivere in punta di obiettivo, lanciandosi nel cuore dei combattimenti. Nel nucleo di quell'azione che sarebbe stata ad entrambi fatale.

A cadere fu la coraggiosa Gerda, prima fotografa morta nell'esercizio delle sue funzioni, durante la Guerra di Spagna. Schiacciata dai cingoli di un carro armato repubblicano di ritorno dalla Battaglia di Brunete, dove aveva realizzato il suo più importante reportage che sarà pubblicato dalla rivista "Regards". Le sue spoglie dilaniate furono trasportate nella capitale francese ed accolte con tutti gli onori vennero tumulate in una tomba al Père Lachaise, sotto un omaggio scultoreo di Alberto Giacometti, accompagnate dai commossi elogi funebri di Pablo Neruda e Louis Aragon. Robert Capa, piegato dal duro colpo, continuerà a viaggiare e fotografare, coprendo tutti i grandi conflitti della sua epoca con uno sprezzo del pericolo poco comune, come dimostra la sua avventura durante il D-Day, e troverà la morte nel 1954, durante nella guerra di Indocina.

Alcuni tra i loro scatti più toccanti sono riuniti nel volume "Death in the Making", pubblicato da Robert Capa nel 1938, un anno dopo la scomparsa di Gerda Taro che non assisterà alla nascita di Magnum, la grande creatura di Capa.

Via | guardian.co.uk

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