Recensione Sigma 18-200mm f/3.5-6.3 DC OS HSM


Il Sigma 18-200mm f/3.5-6.3 DC OS HSM è l'ultimo di un lungo elenco di superzoom che arriva fino agli inizi degli anni '90.

Come tutti gli obiettivi con questa escursione focale la disposizione delle lenti all'interno è complesso con 18 elementi in 13 gruppi con un elemento SLD, Super Low Dispersion, e 3 elementi asferici per ridurre le aberrazioni.

La distanza di messa a fuoco minima è di 45cm a qualsiasi lunghezza. Il sistema di stabilizzazione ottica è in grado di riconoscere i movimenti della fotocamera e riconoscere il panning, passando a stabilizzare su un solo asse.

Questo obiettivo fa diretta concorrenza ad altri obiettivi come il Nikon 18-200mm F3.5-5.6G AF-S VR DX, il Canon EF-S 18-200mm F3.5-5.6 IS ed il Tamron 18-270mm F3.5-6.3 Di-II VC.

Questo obiettivo incarna alla perfezione l'idea di lente da viaggio con la sua estensione focale, lo stabilizzatore ottico e la ridotta distanza di messa a fuoco minima. Ovviamente questa versatilità ha un costo per via dei compromessi ottici da fare per la realizzazione di questo superzoom.

Gli ingegneri si sono concentrati sul minimizzare gli effetti di distorsione ed aberrazione cromatica anziché massimizzarne la nitidezza, quindi potrebbe essere più utile ad un fotografo che utilizza le immagini senza ritocchi.

Lo stabilizzatore raggiunge quasi i 3 stop, ma non arriva ai livelli offerti da Canon 18-200mm e Tamron 18-200mm. Tra i difetti anche le prestazioni del sistema di autofocus a 200mm a tutta apertura. La conclusione della recensione definisce questo obiettivo adatto a chi cerca una lente da viaggio tuttofare ed economica, meno adatto per chi vuole la massima nitidezza anche ai bordi.

Via | DPReview

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