Vero o falso? La fotografia e gli strumenti della falsificazione

Nell'era che sposta i confini del reale, del visibile e del percepibile con la virtualità, leggere di una foto 'ritoccata' esclusa da un concorso di fotografia come quello del National Geographic fa sempre riflettere, e non certo perché il provvedimento non sia giusto o meritato, ma per gli strumenti della falsificazione.

La riflessione parte da lontano e dall'eterna dicotomia Vero-Falso, intorno alla quale si dividono le infinite variabili della percezione legata alla realtà e i suoi contrari, degli strumenti per palesarla e falsificarla. A questo proposito torna utile il 'ragionamento fotografico/videografico' protagonista nel video, seguito dallo scrittore e regista SG Collins riguardo alla veridicità dell'Allunaggio, da sempre oggetto di dubbi e teorie cospiratorie pronte a definire una 'bufala' l'atterraggio sulla Luna.

La tesi sostenuta nel video parte dal presupposto che i tempi potevano anche essere 'attrezzati' per un atterraggio sulla Luna, ma nel 1969 mancava la tecnologia necessaria per realizzare la finzione dello stsso, sia alla NASA, sia a Stanley Kubrick, che per qualcuno avrebbe curato la regia di tale impresa. Per quanto L'allunaggio cinematografico di George Pal risalga al 1950.

Un video che forse non metterà a tacere i dubbi e le teorie, di chi è fermamente convinto che non c'è mai stato lo sbarco sulla Luna studiato sui libri di storia da oltre un quarantennio, ma di certo sposta la questione del reale sugli strumenti che ci consentono di avvalorarlo o falsificarlo.

La realtà resta un concetto relativo, legato alla fisica quantistica o alla pura filosofia, al razionale per Hegel, qualcosa che non svanisce anche se non ci credi per Philip K. Dick, che non esiste affatto per Borges, ma per quante teorie, filosofie, etiche e estetiche possano alterarne la percezione, nulla sembra più rilevante della sua continua ricerca, qualsiasi sia l'esito della caccia alle prove.

Via | Fstoppers

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