Lezioni di fotografia sull'esposizione a grandi linee

Sono un pò di lezioni che giro intorno all'argomento, quasi per accrescerne la suspense. Quando si iniziano a masticare i primi rudimenti di fotografia, l'esposizione fa gola a tutti i neofiti digiuni, come se comprenderla e beccarla fosse l'unico scopo, vero discriminate tra una foto “fatta bene” e una “fatta male”. Chi si addentra oltre questa fame di perfezione esposimetrica, scopre ben presto come l'esposizione sia fondamentale, corretta ma al tempo stesso sia una scelta, personale e per certi versi "volubile".


La prima volta che ho letto la formula che definisce l'esposizione fotografica ne sono rimasta folgorata esposizione=intensità luminosa x tempo. Dal sapore misitico futuristico, questa formula esprime la scelta di un accoppiamento perfetto tra diaframma e tempo di posa, o di esposizione per l'appunto, che stabilisca la quantità di luce che giunge alla pellicola o sensore. Diaframma e tempo sono quindi tra gli attori in scena e sono tra loro reciproci, ovvero fissata una data esposizone sono inversamente proporzionali.

Terzo attore non meno importante è il valore ISO della nostra pellicola, ovvero la sua impressionabilità detta anche velocità o sensibilità. Più bassa sarà la sensibilità, maggiore sarà l'esposizione ncessaria e viceversa. Anche in questo caso il rapporto è di reciprocità: con pari luminosità, sensibilità ed esposizione sono inversamente proporzionali.

Ciò vuol dire che tutti e tre i parametri possono combinarsi e giocare tra loro rispettando precisamente i propri ruoli, in quanto moltiplicandone uno per un fattore sarà sufficiente dividerne un altro per lo stesso fattore, per ottenere un'immagine con uguale esposizione

Certamente esiste la correttezza dell'esposizione, ma in molti casi ciò dimostra che sarebbe più opportuno parlare di correttezze. Mantenendo l'ineffabile equilibrio tra questi tre fattori, è possibile ottenere svariate esposizioni equivalenti.

Tuttavia le immagini saranno molto diverse tra loro e sarà inevitabile sceglierne una, quella individuata più vicino all'obiettivo comunicativo... Sarà di certo più intuitivo nelle prossime lezioni studiare un pò di momenti (e riprodurli) in cui il fotoamatore potrà trovarsi in amletici casi di esposizioni valide ma differenti per intenti.

  • shares
  • Mail