Foto in caduta libera di Kerry Skarbakka

Partendo dall'ontologia esistenzialista di Martin Heidegger, e quella paura della morte che esercita un potere tale sull'esistenza umana da incrinarne l'equilibrio, la libertà di scelta, nutriendo un atavico senso di insicurezza, Kerry Skarbakka pone un domanda interessante e un progetto fotografico per supportarne la riflessione. Che cosa succerebbe se ci lasciassimo andare tanto da spingerci oltre il punto di non ritorno?

Con The Struggle to Right Oneself, prende alla lettera il quesito congelando una galleria di istanti prima della caduta, dalle scale, da un palazzo, dalla finestra, da un albero, da un ponte, dalla bicicletta, un tubo di scarico. Scatti fermi sui punti di non ritorno, istanti nei quali si lascia che gli eventi seguano il loro corso, in volo e sull'ambiguità che si insinua tra il corpo, lo spazio, le sue potenzialità e i limiti. Ambiguità svelata solo in parte dalla tecnica di realizzazione (dopo il salto), portata a compimento dallo sguardo con l'immaginazione.

Stairs - Kerry Skarbakka
Clint - Kerry Skarbakka
Building 50 - Kerry Skarbakka
Hopkins - Kerry Skarbakka
Shower - Kerry Skarbakka

Affatto folle o desideroso di immolare il proprio corpo all'arte, in realtà questo assistente professore di media digitali e studi fotografici del Prescott College, in Arizona, quando si lancia per i suoi scatti prende le dovute precauzioni, mantenere le cadute sotto i sette metri, ricorrendo a corde e imbracature che cerca di occultare sotto i vestiti e all'obiettivo, ricorrendo alla post produzione solo quando costretto.

Alle volte non salta nemmeno, fermandosi in una posizione tale da farlo credere, come nello scatto dal ponte ferroviario assicurata dall'ancoraggio ai binari. Ma questo ovviamente non lo ha reso immune dagli imprevedibili e inevitabili incidenti, una costola rotta e svariate contusioni.

La maggior parte delle foto sono scattate dalla sua ragazza, alcune da fotografi occasionali, di passaggio. Sguardi diversi nell'obiettivo quanto varie sono le reazioni che raccoglie, da chi gli da del folle a chi fraintende il senso di questi promemoria artistici della nostra vulnerabilità, come a quanto pare è accaduto nel 2005 quando l'addetto della copertura media di un evento al Museo di Arte Contemporanea di Chicago azzardò un collegamento visivo tra le sue performance artistiche e quelle dei corpi lanciati fuori dal World Trade Center durante il 9/11.

Un collegamento improprio e lontano dal messaggio, o meglio dalle domande che si pone e ci pone questo artista visuale, che volendo comunque innesca altre riflessioni interessanti. In futuro, The Struggle to Right Oneself sarà in mostra alla Galleria Kopeikin di Los Angeles, a maggio 2013, mentre Skarbakka è a caccia di un editore. On bocca al lupo.

Trestle - Kerry Skarbakka
Blue Tree - Kerry Skarbakka
Reflected - Kerry Skarbakka
Studio - Kerry Skarbakka
Stairs - Kerry Skarbakka

Via | Slate

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