Panasonic G5 silenziosissima grazie all'otturatore elettronico

Mi è arrivata tra le mani una Panasonic G5 acquistata da un amico che ha poca voglia di leggere il libretto di istruzioni.

Appena presa in mano e accesa ho subito cercato nel menù l'impostazione otturatore elettronico attivandolo immediatamente e subito dopo ho provveduto a eliminare i bip dello scatto. La curiosità di verificare se le mie aspettative sarebbero state o meno deluse era grande. Come ho già detto nel mio articolo sulla G5 l'idea di avere una macchina micro 4/3 che non facesse rumore al momento dello scatto mi allettava per via delle possibilità di usarla a teatro dove il click della mia reflex digitale ha sugli spettatori l'effetto dell'abbaiare di un cane nel silenzio della notte.

Per cui dopo aver scelto dal menù di scattare usando l'otturatore elettronico e eliminati i bip premo il pulsante di scatto e... è vero la macchina non fa alcun rumore. È silenziosa come un ninja, fa meno rumore di un barbagianni in volo. Hurrà!

Si sentirà un leggerissimo click (come quello di una compatta digitale) solo se l'obiettivo non verrà utilizzato a tutta apertura (almeno a me è avvenuto così montando il 14 mm f/2.5 Panasonic) ma tanto a teatro si lavora sempre a tutta apertura e quindi anche il sussurrato click non ci sarà.

A questo punto non mi resta di montarci su il mio vecchio Olympus 50-200 f/2.8-3.5 insieme all'adattatore Olympus MMF-1 e montare tutto su di un pesante cavalletto per simulare la situazione di lavoro a teatro.

Il tutto si presenta ingombrante ma l'alternativa sarebbe il Panasonic 45-200 f/4.5-5.6 e non se ne parla nemmeno di lavorare a teatro con un f/5.6, il Panasonic 35-100 f/2.8 è a mio parere troppo corto per riprendere una performance dal fondo della sala (da dove è il caso di fotografare per non disturbare gli spettatori).

Non ho tempo di leggere il manuale d'istruzioni e capirci di più su come personalizzare la G5. Imposto la ghiera su A (priorità di diaframma) ed attraverso la rotella dentellata a portata di pollice apro tutto il diaframma. La levetta posta dietro il pulsante di scatto mi consente di sottoesporre o sovraesporre spingendola rispettivamente a sinistra o a destra. Mi sembra che sia questa la modalità operativa più comoda e funzionale. La messa a fuoco non è proprio velocissima (almeno alla focale 200), forse lo sarebbe un po' di più usando l'Olympus 50-200 f/2.8-3.5 SWC, ma non penso sarà un problema.

L'ampio display orientabile oltre ad evitare di tenere l'occhio sul mirino per tutta la durata dello spettacolo mi consente di spostare con un dito il punto di messa a fuoco, solo che devo tenere fermo con la mano sinistra il display ed usare l'indice della mano destra per compiere l'operazione. Sottolineo quindi la necessità di lavorare su di un robusto cavalletto altrimenti si avranno solo foto mosse.  In alternativa dovrò operare come normalmente opero e cioè mettere a fuoco premendo leggermente il pulsante di scatto,  rifare inquadratura grazie alla comoda testa sfera grip action 322RC2 Manfrotto (che impugno con la mano sinistra) e poi scattare. Volendo essere più "dinamici" si potrebbe tentare di montare il tutto su di un supporto tipo il mio fotofucile ma dimentichiamoci di usare tempi al di sotto di 1/125.  Mi sembra che il tutto funzioni. I file anche a 1600 ISO sono ok ed in ogni caso non ho alternative (se non quella di continuare ad usare la mia Panasonic FZ30 che se a 100 iso non è male a 200 iso fa disperare). Non ho ben capito infatti se anche la GH3 mi consentirebbe di scattare usando un otturatore elettronico e, cambiando casa, una Nikon 1 J2 corredata con il Nikkor VR 30-110mm f/3.8-5.6 non mi fa sperare in risultati entusiasmanti.

Giorno 1 febbraio la provo a teatro!

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