Obiettivi Zeiss Mirotar, la riunione di famiglia con i collezionisti Marinelli e Cavina

Riunione di famiglia Zeiss Mirotar

Se siamo appassionati di fotografia il nome Zeiss ci è sicuramente ben noto. Se conosciamo la storia della fotografia sappiamo inoltre che il nome Zeiss è legato ad alcuni schemi ottici talmente ben progettati da essere validi anche un secolo dopo la loro nascita. Questi schemi ottici sono identificati da una nomenclatura ben precisa: doveroso citare ad esempio il "Planar" (sei lenti in quattro gruppi) oppure il "Tessar" (quattro lenti in tre gruppi).

Alcuni schemi sono davvero rari, in quanto utilizzati su obiettivi specialistici, prodotti e venduti in pochissimi esemplari. Sicuramente è il caso dello Zeiss Mirotar, ovvero dello schema catadiottrico alla base del classico Mirotar 500mm f/8, ma anche del mastodontico Mirotar 500mm f/4.5, nonché del rarissimo N-Mirotar 210mm.

Ancora più raro è vedere questi tre catadiottrici insieme sullo stesso tavolo. Ma i collezionisti spesso restano in contatto tra di loro, e magari si incontrano di persona per confrontare i propri gioielli, come hanno fatto i fotografi Ugo Marinelli e Marco Cavina. Dopo il salto potete leggere il racconto di questa unica "riunione di famiglia".

Riunione di famiglia Zeiss Mirotar
Riunione di famiglia Zeiss Mirotar
Riunione di famiglia Zeiss Mirotar
Riunione di famiglia Zeiss Mirotar

Ho infatti avuto il piacere di fare una bella chiacchierata con Ugo Marinelli: mi sono fatto raccontare in dettaglio com'è andata questa particolare "riunione di famiglia".

Ugo, puoi dirci qualcosa su questi affascinanti Mirotar?

La famiglia dei Mirotar è relativa alla serie di teleobiettivi Zeiss catadiottrici, ovvero “a specchio”, obiettivi in cui, per limitarne la lunghezza, vengono usati specchi interni. Io possiedo un “semplice” Mirotar 500mm f/8, insieme con il pezzo forte N-Mirotar (N sta per Nacht = Notte dal tedesco), il 210mm, entrambi costruiti per Contax/Yashica. Il 500mm f/8, prodotto in Giappone (originariamente da Yashica, poi da Kyocera, circa 3000 pezzi in tutto), data la sua compattezza sarebbe teoricamente utilizzabile anche a mano libera. In pratica è quasi impossibile ricavarne un’immagine decente con tempi inferiori al 1/1000s. La sua resa ottica non è all'altezza di quella dei Mirotar originali di grande apertura, ma decisamente superiore per contrasto al suo omologo Yashica che aveva un contrasto decisamente inaccettabile. Lo sfocato è quello tipico dei catadiottrici, con la caratteristica di trasformare le sorgenti puntiformi sfuocate in anellini. Finché è poco accentuato rimane ancora gradevole, quasi piacevole, come puoi vedere nello scatto con i fiori bianchi.

Riunione di famiglia Zeiss Mirotar


Quali sono le particolarità del vero pezzo forte, il N-Mirotar?

Beh, intanto ha un foto moltiplicatore interno, che porta la sua sensibilità ad un incredibile equivalente di f/0.03! Veniva costruito solamente su ordinazione ed il suo prezzo ufficiale era di 48000 US$. Siccome ne venivano costruiti non più di 10 alla volta, si poteva attendere anche un anno per averlo. Ne sono stati costruiti solo 43 e su Internet si trova notizia che alcuni di essi sono stati “cannibalizzati” per farne proprio dei visori notturni e commercializzati con il nome Orion 80B. Non si sa quanti siano sopravissuti allo scempio. Il mio è uno dei pochi. Tornado alle sue caratteristiche tecniche, ovviamente non ha un reale diaframma di f/0.03. L’obbiettivo è costituito da un “piccolo catadiottrico” applicato davanti ad un visore notturno a tubo catodico. Dietro il tubo catodico c’è applicato un ulteriore gruppo ottico: funge da obiettivo macro che legge questa immagine e la sistema per essere fotografata. Ti faccio notare poi una curiosità. Il mio N-Mirotar, insieme alla sua valigetta ed una Contax 137 MA (il terzo pezzo), ha dei codici a barre con scritto “U.S. Govt. Propt.” che aggiunge un pochino di aura di mistero al pezzo: sarà stato delle CIA? Chi sarà stato fotografato? A quale missione segreta avrà partecipato? Dai pochissimi segni che ha, direi che non è mai stato usato o quasi. Anzi, dagli adesivi che ci sono sulla valigetta, forse era un pezzo solo dimostrativo.

Riunione di famiglia Zeiss Mirotar
Riunione di famiglia Zeiss Mirotar
Riunione di famiglia Zeiss Mirotar
Riunione di famiglia Zeiss Mirotar


Ma come sono qualitativamente le immagini ottenute con il N-Mirotar?

La risoluzione è ridicola, pochissime linee per millimetro ma, di fatto, serviva per fotografare di NOTTE, per vedere ciò che era invisibile in altro modo. L’immagine restituita era la classica immagine dei fosfori verdini dei primi monitor (chi ha i capelli bianchi in testa sa di cosa sto parlando), con il solito bassissimo contrasto. Insomma un’immagine adatta solo ad una pellicola in bianco e nero e senza alcuna pretesa artistica. Se guardi l'immagine dove si vede l'Opel Corsa, devi tenere presente che è stata scattata DI NOTTE, a ISO 400 con 1/160 di secondo a mano libera. È evidente la risoluzione ridicola, ma con la stessa luce, per scattare ad 1/160 avrei dovuto avere un 200mm f2,8 e la macchina impostata a 25000 ISO.

Riunione di famiglia Zeiss Mirotar


Cosa mi dici invece del Mirotar portato da Marco?

Si tratta del favoloso 500mm f/4.5, un bestione di generose dimensioni, oltre 4kg di metallo, specchi e vetri costruito per la Contarex. Dalle caratteristiche ottiche è forse il miglior catadiottrico del mondo. Ne vennero costruiti solo 200 pezzi, molti dei quali erano rimasti invenduti e riconvertiti in attacco Contax/Yashica e Rollei. Per una descrizione dettagliata del "mostro" ti rimando al bellissimo articolo di Marco.


Che effetto vi ha fatto vedere i tre Minotar uno vicino all'altro?

In effetti questa immagine ce la siamo "coccolata": credo che poche persone al mondo abbiano avuto tutti e tre questi obbiettivi sul tavolo. Neanche negli opuscoli ufficiali Zeiss compaiono mai tutti e 3 assieme. Quando sul tavolo vengono posati i componenti della famiglia il "piccolo" 500 f/8 un po’ sparisce a confronto con i suoi fratelli. È il meno blasonato. Sembra quasi soffrire il confronto. Il "grande" Mirotar f/4.5 la fa da padrone. Dall’alto dei suoi quasi 5kg di peso, sta lì, di fianco, a guardare, come a dire "voi siete in 3 qui, per 'far pari' con me".

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Avete fatto qualche scatto di prova con il "grande" Minotar?

Sì, una piccolissima e velocissima prova fatta con la mia Sony NEX-5, prontamente dotata di adattatore Contarex, tanto per darti un assaggino di ciò che sa fare questo pezzo stupendo. Questa era la situazione: Mirotar su cavalletto, con adattatore e Sony NEX-5. Nello scatto di backstage si vede in fondo a sinistra la casa che useremo come target. A destra si nota anche la nuvolaglia e la foschia presente, che non mi hanno permesso di riprendere soggetti più lontani. L’immagine finale ha i livelli un pochino aggiustati ed è ovviamente ridotta. Ma nessun intervento di sharpening. Avevo piazzato male il cavalletto ed il mostro ha fatto sentire il suo peso. Non l’ho però raddrizzata per non cambiare nulla all’immagine prodotta. Nessun intervento di sharpening a posteriori neppure sul crop al 100% di una parte dell’immagine precedente. Tieni conto che la giornata non era delle migliori per provare un teleobiettivo così potente, in quando come già detto era presente un pochino di foschia.

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