Lomography Belair X 6-12, la recensione della medio formato a soffietto analogica

Recensione Lomography Belair X 6-12

Recensire una fotocamera analogica nel 2013 è davvero un'esperienza particolare. Soprattutto se ti trovi in mano una fotocamera medio formato a soffietto, categoria praticamente scomparsa dai cataloghi dei maggiori produttori da decenni, eccetto prodotti di nicchia come la Fujifilm GF670. Inoltre la Lomography Belair X 6-12 è decisamente una fotocamera sopra le righe.

Si presenta infatti come un mix di tradizione, che troviamo nell'avanzamento manuale della pellicola, e di modernità, che troviamo nell'esposimetro automatico. Impossibile poi non rimanere affascinati dall'estetica, caratterizzata dal corpo larghissimo, necessario per impressionare fotogrammi fino al 6x12cm, e dai mirini esterni dedicati alle due ottiche intercambiabili.

Grazie alla collaborazione con la Lomography ho potuto provare a lungo questa fotocamera unica nel suo genere: dopo il salto potete leggere in dettaglio le mie impressioni.

Recensione Lomography Belair X 6-12
Recensione Lomography Belair X 6-12
Recensione Lomography Belair X 6-12
Recensione Lomography Belair X 6-12

DESIGN ED ERGONOMIA

La Lomography Belair X 6-12 è grossa e solida. Il corpo è realizzato in alluminio e plastica: si apprezza subito la realizzazione del meccanismo di apertura e chiusura del soffietto. Quest'ultimo è realizzato in gomma morbida ma abbastanza spessa, quindi dovrebbe resistere bene all'usura. Sul corpo anteriore troviamo la ghiera di selezione della sensibilità della pellicola in uso. Tramite questa ghiera è possibile sottoesporre o sovraesporre, semplicemente impostando una sensibilità maggiore o inferiore di quella in uso, così come è possibile scattare con tempi lunghi, ovviamente impostando su posa "B". Subito sopra c'è lo scomparto per due batterie a bottone A76, indispensabili per il funzionamento dell'esposimetro. L'otturatore funziona comunque anche con le batterie scariche o assenti, pur se con un'unica velocità, probabilmente di 1/125s. Sul fronte troviamo il sensore dell'esposimetro ed ovviamente la baionetta dove installare una delle due lenti fornite, ovvero il 58mm ed il 90mm. Purtroppo non esiste un tasto di sblocco dell'ottica: l'obbiettivo viene tenuto in posizione da un piccolo dente, che svolge anche la funzione di comunicare all'esposimetro se abbiamo selezionato come diaframma f/8 oppure f/16. Quindi non avendo un fermo solido per l'obbiettivo si ha il rischio concreto di farlo cadere ogni volta che si modifica la messa a fuoco oppure il diaframma. Bisogna fare attenzione. Accanto al corpo anteriore abbiamo la levetta di scatto: data la sua conformazione non è possibile usare uno scatto flessibile. Sul corpo principale non manca invece l'attacco per il cavalletto e per il flash. Nessun problema di sincronizzazione, dato che l'otturatore è centrale, ma l'esposimetro non tiene conto dell'eventuale flash: meglio sottoesporre intenzionalmente in partenza.

Recensione Lomography Belair X 6-12
Recensione Lomography Belair X 6-12
Recensione Lomography Belair X 6-12
Recensione Lomography Belair X 6-12

IMPRESSIONI D'USO

Chi usa la Lomography Belair X 6-12 senza aver mai preso in mano un'analogica potrebbe trovarsi un po' spiazzato. Aiuta molto in questo caso guardare bene i video presenti sulla FAQ dedicata del sito Lomography. Infatti si deve fare attenzione a caricare bene la pellicola, mantenendola ben parallela al dorso e facendo mente locale a quale cornice si è scelta. Infatti potendo scegliere tra i formati 6x6, 6x9 e 6x12, si deve montare la cornice dedicata e cercare il numero fotogramma sulla giusta finestrella del dorso. Facile saltare un numero e trovarsi con un fotogramma sprecato, a meno di riavvolgere il rullo in camera oscura. Si deve tenere il cervello ben acceso anche tra uno scatto e l'altro: se si dimentica l'avanzamento manuale ci si trova con delle simpatiche ma non necessariamente desiderate doppie esposizioni. Macchinosa anche la messa a fuoco: essendo a stima è facile sbagliarsi, ed anche a f/16 se si scatta a distanza ravvicinata non è difficile scontrarsi con immagini evidentemente fuori fuoco. L'inquadratura tramite mirino è quindi semplice, in quanto possiamo solo controllare dove è puntata la fotocamera, senza alcun aiuto per l'errore di parallasse. L'unico riferimento che ci viene dato nei mirini è il restringersi del campo inquadrato in base al tipo di formato di fotogramma prescelto.

Recensione Lomography Belair X 6-12
Recensione Lomography Belair X 6-12
Recensione Lomography Belair X 6-12
Recensione Lomography Belair X 6-12

QUALITÀ IMMAGINE

I fotogrammi restituiti dalla Lomography Belair X 6-12 sono tremendamente grossi. Ho scattato due rulli, uno con fotogrammi 6x12 ed uno con fotogrammi 6x9. In entrambi i casi guardarli dopo lo sviluppo è un vero piacere. Anche se sul primo il laboratorio di sviluppo si è fatto trarre in inganno dalla fascetta di fissaggio del rullino. Infatti il rullo di diapositive Lomography riporta la scritta "USE E6 OR C41", indicando la possibilità creativa di effettuare un cross process. Quella scritta ha ingannato il tecnico di laboratorio che nonostante la scritta "slide" ha scelto di effettuare uno sviluppo in C41: come potete vedere dai risultati in galleria ho ottenuto così paesaggi letteralmente psichedelici. Sul secondo rullo ho invece avuto problemi di chiazze di luce, dovuti probabilmente alla non perfetta planarità della pellicola: il meccanismo di trascinamento ha infatti un leggero gioco e manca il classico pressapellicola. Ho digitalizzato le immagini riprese sia fotografando la pellicola posta sopra un visore retroilluminato, sia sfruttando il mio vecchio scanner piano Epson Perfection 3170 Photo del 2003, tramite il quale ho ottenuto dei notevoli files da oltre 61 Megapixels effettuando una scansione a 3200dpi dei fotogrammi da 6x9cm. In galleria potete vedere un crop al 100%: di dettaglio ce n'è a volontà.

Recensione Lomography Belair X 6-12
Recensione Lomography Belair X 6-12
Recensione Lomography Belair X 6-12
Recensione Lomography Belair X 6-12

COSA CHIEDEREI DI PIÙ

La Lomography Belair X 6-12 è un prodotto unico, ben lontano da qualsiasi logica di ricerca dell'ergonomia o della funzionalità. Sarebbe bello ad esempio poter sapere quale tempo ha scelto l'esposimetro. Sarebbe bello avere un tasto di scatto filettato. Sarebbe bello avere un vero blocco dell'ottica. Ma probabilmente non avrebbe più il fascino folle che la caratterizza. Però la Lomography sta lavorando per potenziare questa fotocamera: mentre sto scrivendo sono comparse online due nuove ottiche con un corpo apparentemente in metallo. Magari questi nuovi 90mm e 114mm Russian Glass Lens hanno proprio un'aggancio più solido al corpo macchina della Lomography Belair X 6-12.

CONCLUSIONI

Chi è l'acquirente ideale della Lomography Belair X 6-12? Sicuramente non chi scatta centinaia di immagini al giorno. Sicuramente non chi vuole immagini perfette ed impeccabili. Altrettanto sicuramente non chi vuole avere la certezza di non perdere l'attimo. La Lomography Belair X 6-12 richiede calma e tanta pazienza, ma ripaga con risultati certamente variabili, ma molto spesso sorprendentemente unici.

Per concludere ecco riassunto cosa mi è davvero piaciuto e cosa non:

Piace:

- estetica originale
- copertura fotogramma fino al 6x12cm
- qualità immagine complessiva
- fascino di risultati non sempre prevedibili

Non piace:

- mancanza di un blocco dell'ottica
- tasto di scatto non compatibile con un cavo di scatto flessibile
- pellicola non sempre mantenuta perfettamente piana

Voglio ringraziare infine la modella Patrizia Petetta per aver posato negli scatti di prova e Pino Bernacchini per avermi supportato e sopportato nello sviluppo delle pellicole.

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