Il Sunday Times non accetta più le foto del conflitto in Siria dai freelance

Il rischio dei Fotografi freelance in Siria

Il Sunday Times ha deciso di non accettare più i lavori sul conflitto in Siria dei fotografi freelance, il motivo è semplice: troppi rischi. Una decisione che ha fatto discutere parecchio, c’è chi sostiene il Sunday Times e chi lo condanna, il punto è che probabilmente non è giusto rischiare la vita per documentare un conflitto e cercare di guadagnare in questo modo.

E’ anche vero però, che i fotografi freelance spesso sono gli unici che ci raccontano la verità vera, che non sempre coincide con quella che ci raccontano i telegiornali ed i giornali. Una scelta impopolare ma che, a mio parere, non si dovrebbe condannare del tutto.
Il rischio dei Fotografi freelance in Siria
Il rischio dei Fotografi freelance in Siria
Il rischio dei Fotografi freelance in Siria
Il rischio dei Fotografi freelance in Siria
Il rischio dei Fotografi freelance in Siria

Il Sunday Times ha fatto un grosso errore: i tempi. Ha infatti deciso di non acquistare più lavori dalle zone di conflitto in Siria dopo averne concordato uno con il fotografo inglese Rick Findler, il ventottenne si è ritrovato con un lavoro fatto ad Aleppo che è stato riconosciuto dalla redazione esteri come ottimo ma che non è stato accettato. Il Sunday Times dal canto suo si difende dicendo:

“La nostra politica è di non pubblicare foto dalla Siria perché lavorare lì comporta dei rischi troppo grandi. Vogliamo scoraggiare i fotografi freelance dal prendersi rischi troppo grandi”.

Findler però, in quanto freelance, non è d’accordo e sostiene che ognuno è libero di prendersi i propri rischi, è una decisione strettamente personale. Eddie Mulholland, vicepresidente della British Press Photographers Association, sostiene il fotografo inglese ma capisce anche la posizione del giornale, che comunque, per coprire le notizie, vi ricordo che ha già i giornalisti interni alla redazione.

Una posizione delicata ma che non ci sentiamo di condannare. Voi che ne pensate? Dalle foto di Goran Tomasevic per la Reuters, è chiaro che i fotografi in questi casi rischiano la vita in ogni momento.

Foto|reuters

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