La danza degli stormi da Neels Castillons a Giosuè Carducci

...tra le rossastre nubi stormi d'uccelli neri, com'esuli pensieri, nel vespero migrar.

Anche Giosuè Carducci dedica la fine della sua celebre poesia San Martino, all'incantevole balletto del crepuscolo di questi acrobati che volano in formazioni compatte e sinuose per fendere il vento gelido, l'aria impalpabile e nemici in agguato.

Un vero spettacolo della natura, protagonista di questo Bird Ballet, ripreso per caso da Neels Castillon e il DOP Mathias Touzeris, con l'obiettivo puntato sul cielo francese di Marsiglia al tramonto, in attesa del passaggio di un elicottero per uno spot pubblicitario.

Una visione corroborante con qualsiasi colonna sonora, che in questo caso va a ritmo indie rock di "Hand-Made" della band britannica Alt-J. Un fenomeno che affascina e incuriosisce anche parecchi fotografi, non tutti virtuosi del birdwatching, e potete sbirciare tra gli scatti di Chris Robbins, Alan Mackenzie e tutti quelli raggruppati dal termine murmuration su flickr.

Tra loro anche Dasar da Roma, dove il clima mite anche in inverno, attira flotte di stormi così numerose da oscurare il cielo, tanto poetiche quanto 'corrosive' per monumenti e arredo , da richiedere spesso l'intervento di metodi dissuasori.

Le ragioni legate a questo sorprendente e agile balletto dei cieli, sono di certo molteplici e tutte legate alla sopravvivenza della specie, che trova nel volo di squadra il calore necessario per sopravvivere al gelo invernale, e nel numero compatto una maggiora difesa da attacchi di predatori come falchi pellegrini, merli e sparvieri. 

L'abilità degli stormi di cambiare improvvisamente direzione e velocità resta uno dei segreti della natura, che qualcuno attribuisce ad un'istinto primordiale, altri a complicati algoritmi, qualcuno anche a quello che trascende la biologia. Di certo la loro visione è ipnotizzante.

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