Man Ray Portraits alla National portrait gallery di Londra

Le “violon d’Ingres” è celebre anche tra chi ignora l'esistenza di Man Ray, la vera identità della sua musa modella e amante Kiki de Montparnasse, o il valore inestimabile del talento visionario di questo grande artista del secolo scorso che ha profondamente influenzato l'immaginario del nostro.

Più di un ritratto, e sperimentazione avanguardista che non lesina tecniche rivoluzionarie, protagoniste della retrospettiva Man Ray Portraits alla National portrait gallery di Londra, fino al 27 maggio 2013.

Una grande retrospettiva dedicata ai ritratti e le sperimentazioni di Emmanuel Radnitzky, conosciuto da tutti sin dal 1912 con lo pseudonimo di Man Ray, tanto affascinato dalla luce e dalla sua manipolazione ed esposizione in camera oscura da inventare la tecnica della rayografia, esponendo la carta fotografica ancora in sviluppo a contatto con degli oggetti, e in definitiva fotografando senza usare una fotocamera.

Un surrealista che preferiva definirsi "photometrographer”, e fu tra i primi ad utilizzare la solarizzazione, e quell'effetto alone scoperta per caso lavorando in camera oscura con Lee Miller, altra musa, modella, amante, assistente e fotografa di Man Ray. Una tecnica usata per ritrarre la Miller, scelta come copertina del volume che la accompagna, in mostra insieme alle sperimentazioni con il colore usate del ritratto di Juliet Greco nel 1956, la doppia esposizione che regala un doppio sguardo all'inquietante e travolgente ereditiera Marchesa Luisa Casati, la doppia identità di Barbette (Vander Clyde), trapezista circense che amava svelare la sua natura maschile solo alla fine dello spettacolo.

Uno sperimentatore del linguaggio e della tecnica fotografica, messi a servizio della sua mente, per ritrarre amici, colleghi e personaggi che hanno cambiato il modo di guardare, percepire, indossare e vivere la storia, prestando estrema attenzione alla luce e all'umanità, ma anche all'intelligenza e la dolcezza di Virginia Woolf, la vitalità indomabile della ballerina Helen Tamiris, l'eleganza di Coco Chanel, lo sguardo visionario di Picasso, la potenza travolgente di Meret Oppenheim, insieme a tutto quello che non sapevamo di Jean Cocteau, Peggy Guggenheim e Gertrude Stein, James Joyce e Ernest Hemingwa, Leslie Caron o Catherine Deneuve.

Man Ray - National Portrait Gallery, Londra 6 febbraio 2013

Foto | © Getty Images
Foto | Marchesa Luisa Casati
Foto | Internazionale

  • shares
  • Mail