I frutti dell'estro di Sarah Illenberger

Mi capita spesso di tagliare frutta e verdura a cubetti, per la macedonia e le numerose varianti di caponata, ma l'idea di portarle a tavola assemblate come un cubo di Rubik, giocando con il richiamo a rompicapo appetitosi, è davvero notevole, quanto quella di tagliare le barbabietole come rubini per impreziosire una portata.

Suggerimenti intriganti, per chi ama giocare e sperimentare, con le forme del cibo e le risorse dell'immaginario, stravolgendone senso e significato insieme ai punti di vista. Solo una parte degli Strange Fruits progettati e fotografati da Sarah Illenberger, che contemplano un 'cavolo' di cervello e banane da allacciare, magari per non scivolare?

Strange Fruits, slippery © Sarah Illenberger
Strange Fruits, meloncholie © Sarah Illenberger
Strange Fruits, lipstick © Sarah Illenberger
Strange Fruits, sqeeze © Sarah Illenberger
Strange Fruits, pina colada © Sarah Illenberger
Strange Fruits, artyschoke © Sarah Illenberger

Strange Fruits che non arrivano dagli alberi del sud cantati da Billie Holiday, ma sono frutto, è proprio il caso di dirlo, dell'estro ludico, visionario e concettuale dell'art director tedesca, pronta a suggerire usi alternativi per la fastidiosa peluria dei carciofi, e scovare la festa scatenata dalla Piña 'Colada' (per l'effetto caleidoscopico a qualcuno ne bastano un paio), una granata nel melograno, un pallone di calcio nel melone 'con la rete'.

Strange Fruits, saltkleid © Sarah Illenberger
Strange Fruits, granate © Sarah Illenberger
Strange Fruits, melone © Sarah Illenberger
Strange Fruits, soft brain © Sarah Illenberger
Strange Fruits, blumenkojl © Sarah Illenberger
Strange Fruits, rubine © Sarah Illenberger

Giochi di parole e similitudini, trasformate in 'Meloncholie' con una fetta di cocomero 'svuotata' dei semi, o una visione rinfrescante con la medesima pioggia di semi, food photography e snack croccanti a portata di liptick di carota che emerge dalla custodia del rossetto.

Evasioni appetitose del quotidiano, da spremere con arance spugnose, indossare con l'effetto green e benefico della verdura, con tutta la leggerezza delle idee che regala l'immagine di un cervello sferruzzato con la lana, e l'immaginazione che serve per scorgere il pelo del pomo, magari quello di Adamo.

Ben più di una questione di gusto, come per l'italiano Fulvio Bonavia, ma anche di colore e sapore nel caso delle crostatine ispirate alla tavolozza del Pantone della francese Emilie Guelpa, di ingredienti per le ricette del Recip Calendar di Liz Carver.

Via | Funzug

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