Gilles Caron, il conflito interiore degli ultimi tre anni di lavoro esposti a Losanna


Sono gli ultimi tre anni di lavoro di Gilles Caron che hanno attirato l'attenzione del Musée de l'Elysée di Losanna, quel periodo trascorso dal fotografo in paesi straziati dal conflitto, tra Cambogia e Vietnam a cavallo tra il 1967 e la sua scomparsa nel 1970, a soli 31 anni.
Un'esposizione dura, fatta di scatti scomodi, sconsigliati ai minori e agli stomaci troppo sensibili, una mostra organizzata da Michel Poivert, professore all'Università Paris 1 Panthéon-Sorbonne e da Jean-Christophe Blaser, conservatore del museo ospitante, in collaborazione con la Fondation Gilles Caron, il sostegno della Fondation Bru e dell'ambasciata francese in Svizzera, riunitesi per racchiudere ben 150 pezzi, tra immagini d'archivio, negativi e documenti d'epoca.
Fino al 12 maggio sarà infatti possibile camminare in una storia narrata quasi solo dai vincitori, seguendo le impronte di un fotoreporter che non ha ma smesso di interrogarsi sul fine del suo impegno sul campo:

Se l'opera di Gilles Caron (1939-1970) s’inscrive nella grande tradizione del fotogiornalismo, annuncia anche una crisi nascente che si esprime sotto la forma della coscienza infelice, che costituisce una critica in atto del mestiere. "Il conflitto interiore" di Caron è quello di un'intera generazione che si interroga sul portato di testimonianza delle immagini e più in generale sul senso dell'azione. Con Caron la guerra è dinanzi l'obiettivo, ma anche nel cuore della coscienza.

Nell'immagine Gilles Caron, Battaglia di Dak To, ViêtNam, novembre-dicembre 1967, © Fondation Gilles Caron.

Via | elysee.ch

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