Addio a Gabriele Basilico, uno dei più importanti rappresentati della fotografia italiana

Oggi si è spento all'età di 69 anni Gabriele Basilico. Chi lo conosceva da tempo, come Michele Smargiassi da cui ho appreso la notizia, ci racconta che "Era ammalato da poco più di un anno, ma aveva continuato a lavorare con l’energia e lo slancio di sempre.".

Per me che non ho avuto mai il piacere di conoscerlo è semplicemente uno dei più importanti rappresentati della fotografia italiana. Cito le parole di Italo Zannier nel volume "Storia della fotografia italiana":

Con le sue immagini, dalla controllata, consapevole tensione metafisica, egli ha efficacemente collaborato a presentare in questi ultimi anni il gusto post modern, rilevando visivamente alcune dimenticate architetture industriali e di periferia, rivalutate come reperti archeologici e fissate con un chiaroscuro intenso ed una prospettiva sfuggente e basculata, nello stile sofisticato anni ’30.

Per ricordarlo adeguatamente vi invito a leggere anche queste parole proprio di Gabriele Basilico, prese dalla scheda a lui dedicata sul sito della galleria veronese Studio la Città, che raccontano qual'era il suo modo di relazionarsi al linguaggio fotografico:

È certo che io faccio fotografie in relazione al principio e all’esperienza estetica della “visione”. In questo senso io sono pienamente fotografo. Ma è anche vero che la fotografia, e non solo come linguaggio, è entrata da parecchio tempo, e a buon diritto, nel mondo dell’arte. Sono convinto però che un’unità della fotografia nel grande bacino della ricerca artistica è un’idea troppo riduttiva: una cosa è usare la fotografia come linguaggio per comunicare un’opera concepita in modo diverso (per esempio un’installazione), un’altra cosa è pensare «fotograficamente», interpretandola, la realtà.

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: