Il fotoreporter francese Nadir Dendoune liberato in Irak

Partito con un visa press rilasciato dall'ambasciata irakena di Parigi, Nadir Dendoune si era recato in Irak quasi un mese fa (e precisamente il 16 gennaio) per realizzare alcuni reportage per conto de Le Monde Diplomatique e Le Courrier de l’Atlas. Solo che il suo lavoro è stato interrotto il 23 gennaio scorso, nel corso di un servizio su un'industria di trattamento acque nel quartiere di Dora, a sud-ouest di Bagdad. Secondo Le Monde il fotoreporter francese sarebbe stato imprigionato per aver fotografato senza autorizzazione il quartier generale dei servizi di informazione irakeni, e alcune transenne della polizia e dell'esercito.
Dopo una petizione da 20.000 firme, lanciata dall'azione congiunta di RSF e del suo partner irakeno Journalistic Freedoms Observatory, e inviata via lettera il 30 gennaio al Primo Ministro Nouri Al-Maliki, un'udienza istruttoria del 5 febbraio e il pagamento di una cauzione, il giornalista è stato liberato nel tardo pomeriggio di oggi e sarebbe ormai ospitato all'Ambasciata francese di Bagdad, come confermano con sollievo alcuni rassicuranti tweet da Parigi e i ringraziamentii di Christophe Deloire, Secretario Generale di RSF:

L’annuncio della liberazione di Nadir Dendoune è un'immenso sollievo dopo ventitre giorni di inquietudine. Giornalista, è stato arrestato per aver fatto unicamente il proprio lavoro. La mobilitazione dei suoi cari e dei suoi colleghi, sia in Francia che in Irak, ha dato i suoi frutti. Reporters sans frontières ringrazia i giornalisti che hanno apposto la loro firma all'appello lanciato da RSF e dal comitato di sostegno.

Nell'immagine partecipanti alla manifestazione per la liberazione del giornalista frances Nadir Dendoune. Parigi, 1 febbraio 2013. AFP PHOTO / JACQUES DEMARTHON (Photo credit should read JACQUES DEMARTHON/AFP/Getty Images)

Via | fr.rsf.org

  • shares
  • Mail