Álvarez Bravo, non Manuel ma Lola in mostra a Tucson


Dopo "l'allerta cinematografica al Jeu de Paume" con Mauel, siamo passati alla sua consorte Lola con l'esibizione itinerante “Lola Álvarez Bravo and the Photography of an Era”, organizzata in origine dal Diego Rivera Studio Museum di Mexico City, che sarà visitabile presso il Center for Creative Photography (CCP) di Tucson (in Arizona) dal 30 marzo al 23 prossimo. Nelle sale accessibili gratuitamente, un percorso a cura di Rachael Arauz e Adriana Zavala, rende onore a colei che, come già la prematuramente scomparsa Gerda Taro rispetto a Robert Capa, venne spesso messa in ombra dalla grande notorietà del marito Manuel.
Solo che Lola ha avuto molto più tempo e ha lasciato un'intera esistenza di lavoro, racchiusa in alcuni scatoloni spuntati fuori nel 2007, anno di grazia che ci ha restituito anche la cosiddetta "valigetta messicana", contenente fotografie dello stesso Capa risalenti alla guerra di Spagna.
In mostra una selezione di tiraggi riuniti sotto la definizione dall'Archivio González Rendón, un insieme di materiali sopracitati e recuperati recentemente proprio nella casa della fotografa, che permettono di tracciare la lunga parabola della carriera di Lola, uniti ai documenti dell'archivio interno del CCP. Nelle box fotomontaggi, splendide immagini di Manuel Álvarez Bravo, e i lavori di alcuni degli studenti più talentuosi della donna, diventati poi noti professionisti dell'obiettivo come Mariana Yampolsky e Raul Conde, ci restituiscono un nuovo sguardo sul ruolo della signora Álvarez Bravo nell'evoluzione estetico-sociale dell'arte per immagini.

Nell'immagine Lola Álvarez Bravo, Diego Rivera a Chachalacas, Veracruz, 1945 © 1995 Center for Creative Photography, The University of Arizona Foundation, Collection Familia González Rendón.

Via | ens.blogs.nytimes.com

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