Lezioni di fotografia, l'importanza di chiamarsi esposimetro

Ho frequentato un corso di fotografia, serale ed economico. Non starete mica pensando che da queste lezioni è evidente? Ad ogni modo come ogni corso di fotografia usa e getta che si rispetti, erano previste delle “uscite di gruppo” in posti affollati e simbolo della movida cittadina. Come ad invogliarci a diventare i nuovi Capa, reportagisti di “improbabili” conflitti tra ubriachi in Porta Ticinese. Il corso era rivolto a chi già scattava e conosceva le basi della fotografia. Andava tutto liscio fino a quando una mia compagna mi chiese cosa fosse l'aggeggio che montavo sulla slitta della mia Olympus. Era un esposimetro e lei mai ne aveva visto uno prima, nè era certa di come funzionasse... Ecco magari la sprovveduta non sarebbe diventata la Diane Arbus della “Milano freak”, eppure molti come lei scattavano da ignavi.

lezioni di fotografia cos è l esposimetro


Generalmente chi usa una compatta o una reflex di piccolo formato conosce solo l'esistenza dell'esposimetro interno TTL (acronimo di through the lens, "attraverso l'obiettivo"), che legge la luce che passa attraverso le lenti e cade sulla superficie sensibile. Questo significa che usando un filtro colorato, un polarizzatore ad esempio, o montando aggiuntivi ottici come i moltiplicatori di focale, l'esposimetro leggerà la luce effettivamente presente. Il limite intrinseco di questo esposimetro, se non accompagnato da gadget, è che non misura la luce incidente ma solo la luce riflessa del soggetto.

Sembra davvero complesso eppure i primi esposimetri era molto semplici: la luce, dopo aver attraversato una lente o una cupola bianca, raggiungeva una cella al solfuro di cadmio (CdS) che trasformando la luce in corrente elettrica dava vita alla lancetta di un galvanometro.
Questa semplicità era però alquanto tecnicamene rischiosa, non essendo le cellule CdS a lungo andare affidabili, poco performanti in tempi di risposta e produzione di corrente, sensibili al rosso. Sono state quindi rimpiazzate dalle cellule al silicio, adottate ormai in modo generalizzato e decisamente più corenti.

Esistevano inoltre solo tre possibilità di aree di lettura dell'esposizione: totale, integrata con prevalenza della zona centale e spot. Impostando la lettura totale si correva il rischio di non centrare per nulla la luce in condizione di forti contrasti o disequilibri, dal momento che effettuando una media dei valori tonali in tutta l'area, lo strumento entrava in crisi.
Quella a prevalenza della zona centrale tiene si conto di tutto il campo inquadrato ma con una sensibilità decrescente a man man ci si avvicina ai bordi, dando per scontanto che sia il centro dell'immagine il fulcro della faccenda. E' quindi evidente come anche con questo tipo di lettura si corressero alti rischi.
Quella spot naturalmente cerca di ovviare ai limiti delle precedente prendendo in considerazione una zona ristretta, centrale o anche periferica scelta all'interno di un ampio range (multispot).

Il sistema di lettura delle attuali reflex è di tipo multizonale, con l'individuazione di aree che vengono lette separatamente. Pur apparendo la summa delle precedenti, la scelta delle aree di illuminazione anomale e di zone interessanti viene pur sempre operata con una logica meccanica, alle volte per fortuna opposta all'umana... ed è per questo motivo che i tre tipi di lettura “arcaici” continuano a sopravvivere.

Non è banale ricordare che la ragione di esistenza dell'esposimetro è quella di restituire sempre un'immagine la cui media tonale coincida col grigio medio. Ciò implica che il grigio medio potrebbe non essere la priorità nelle nostre scelte.

Usare esposimetri esterni potrebbe apparire troppo professionale? Durante il corso lo utilizzavo perchè la mia macchina era sprovvista di esposimetro TTL ed è stata una fortuna. Quando si ha la necessità di tenere sotto controllo tutte le fonti di luce, quando si lavora in studio ed infine quando abbiamo necessità di affiancare una misurazione della luce incidente alla misurazione della luce riflessa, è fondamentale conoscere il nostro mezzo. E quando nella prossima lezione scopriremo la precisione della misurazione della luce incidente, non potrete fare a meno di acquistare un esposimetro esterno.

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