Nienke Klunder

foto di Nienke Klunder

Risulta inevitabile ricondurre il lavoro di questa artista californiana all’opera performativo-fotografca di Cindy Sherman, “paladina” di un linguaggio fotografico legato al trasformismo e al filone della fotografia concettuale.

Anche Nienke Klunder usa il suo corpo per intraprendere atti performativi che la vedono trasformarsi sempre in personaggi differenti, spesso in donne ossessionate dal successo e dalla bellezza.

Ma a differenza della Sherman, la quale spinge la sua ricerca nell’archivio e nella “catalogazione” sociale, la Klunder preferisce interrogarsi sui paradossi legati allo status sociale, alla femminilità e ai problemi correlati alla ricerca di una eterna bellezza, attraverso scatti seriali molto comunicativi.

Un esempio su tutti può essere il suo lavoro intitolato Sequence 3, dove nella prima fotografia l’artista si mostra come una fiera donna associabile a una realtà mondana di benessere e ricchezza, la quale pian piano diventa in ogni scatto successivo una ragazza disperata che chiede la carità. Molte altre sue serie seguono questa linea concettuale, consiglio la visione di Leaving Hollywood, Sequence 4 e Sequence 5.

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