La storia di Daniel Rodrigues, uno sfortunato e fortunato fotografo portoghese

La storia di Daniel Rodrigues

No, non c'è un errore di battitura nel titolo. Daniel Rodrigues è stato sia sfortunato che fortunato. Esattamente in questo ordine. Prima ha avuto la sfortuna di perdere il proprio lavoro presso l'agenzia Global Imagens e di trovarsi in una situazione economica talmente disagiata da costringerlo a vendersi tutta la sua attrezzatura fotografica.

Ma poi una sua foto scattata durante una missione dell'organizzazione umanitaria Missão Dulombi in Guinea Bissau ha vinto il 2012 World Press Photo Competition. Grazie a questo riconoscimento il suo nome e la sua condizione economica hanno attirato l'attenzione di una banca e della Canon portoghese. Il giovane Daniel Rodrigues si è visto offrire gratuitamente tutta l'attrezzatura necessaria per riprendere a fotografare.

Una classica storia dei giorni nostri, che parte dalla crisi economica e che arriva al più classico dei lieto fine. Ma la storia di Daniel Rodrigues fa riflettere ancora una volta su una vecchia storia: come può farsi notare e trovare quindi lavoro chi ha davvero talento con la macchina fotografica?

La risposta sembrerebbe essere nella stessa notizia: l'unico metodo sono i concorsi. Ma quelli importanti, quelli che possono attirare l'attenzione dei media e conseguentemente di banche e produttori di fotocamere, sono davvero pochi. Si contano sulle dita di una mano. Quindi tanti, troppi talenti, rischiano di andare sprecati.

Talenti che continueranno a fotografare solo per il proprio piacere personale o per lavori che non permettono di sfruttare le proprie doti. Sarebbe tutt'altra situazione se le banche e le aziende produttrici investissero maggiormente nei concorsi, creandone di più ed impostandoli in modo che siano davvero utili a cercare chi ha talento e successivamente a metterlo nelle condizioni di poter far diventare la fotografia il proprio lavoro.

La mia è ovviamente solo una speranza. Condivisa tra l'altra anche da altri fotografi e giornalisti come Michele Smargiassi. Quindi incrociamo le dita e speriamo davvero che la storia di Daniel Rodrigues non resti una storia isolata.

Via | New York Times Lens

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