Canon EOS 6D, la recensione della full frame rivolta al grande pubblico

Canon EOS 6D recensione

Fino a qualche anno fa, erano soltanto i professionisti e gli appassionati più danarosi a possedere una reflex full frame digitale. Ma come è stato a suo tempo per le reflex digitali APS-C, il prezzo d'ingresso si è progressivamente abbassato, avvicinando sempre più utenti a questo tipo di prodotti.

La Canon EOS 6D è uscita sul mercato proprio con questo obiettivo: proporre un'alternativa più economica alla sorella maggiore Canon EOS 5D Mark III. Ma ha anche alcune interessanti innovazioni, come la completa integrazione di funzionalità wireless e GPS.

Grazie alla collaborazione con Canon Italia ho avuto la possibilità di provare a lungo questa fotocamera: dopo il salto potete leggere in dettaglio le mie impressioni.

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DESIGN ED ERGONOMIA

La Canon EOS 6D si impugna davvero bene, grazie all'ottima sagomatura che accoglie la mano destra. Il corpo è solido e robusto, pur rimanendo abbastanza leggero e compatto. Abbiamo a disposizione tantissimi tasti e ghiere, che consentono di impostare facilmente la fotocamera senza dover ricorrere ai menù. Personalmente non mi sono però mai trovato bene con le due file di tastini tutti uguali sopra al display superiore ed a portata di pollice: è necessaria parecchia pratica prima di riuscire ad individuare il tasto giusto senza togliere l'occhio dal mirino oppure al buio. La Canon EOS 6D può essere poi personalizzata in ogni sua singola impostazione, fatto che consente letteralmente di cucirsela addosso. Peccato che riportarla nelle impostazioni standard non sia così immediato. Mi è successo infatti che il precedente giornalista che l'ha avuta in prova ha disabilitato l'autofocus associato alla metà corsa del tasto di scatto. Per riattivarlo non è bastato cancellare le impostazioni della fotocamera, né cancellare tutte le funzioni personalizzate. Sono dovuto entrare nella schermata dei controlli personalizzati ed ho dovuto rimettere a posto la voce specifica. Ottimo il mirino, anche se non copre del tutto l'area inquadrata. Peccato invece per l'assenza di un lampeggiatore incorporato. La linea risulta più pulita, ma io preferisco la funzionalità all'estetica. Altra assenza importante è un tasto dedicato al bilanciamento del bianco: si può accedere infatti a tale funzione unicamente tramite lo schermo di controllo rapito, ovvero il menù di impostazione che si attiva con la pressione del tasto "Q". Insieme alla fotocamera mi è stato fornito lo zoom Canon EF 24-70mm 1:2.8 L II USM ed il nuovissimo fisso Canon EF 28mm f/2.8 IS USM. Quest'ultimo è uno dei pochi grandangolari stabilizzati esistenti sul mercato, ed in effetti è difficile apprezzare i vantaggi del sistema IS a meno di utilizzare tempi intorno ad 1/4s, quindi adatti solo per soggetti statici.

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IMPRESSIONI D'USO

Usare la Canon EOS 6D non è dissimile dall'usare la sua sorella maggiore. Messa a fuoco, esposizione e bilanciamento del bianco sono veloci e precisi. L'esposimetro tende però spesso ad essere un po' conservativo specialmente in misurazione valutativa: non è raro di dover compensare l'esposizione sovraesponendo per non trovarsi immagini un po' scure. Ho apprezzato ancora una volta l'implementazione dello scatto silenzioso: lo specchio viene sollevato appena più lentamente del dovuto, garantendo un suono nettamente più dolce e quindi più discreto. Infine divertente ed utile la possibilità tramite il wireless integrato di comandare la fotocamera a distanza, sfruttando l'app gratuita EOS Remote per smartphone iOS oppure Android. Si possono vedere immediatamente le foto scattate e condividerle, ma soprattutto è possibile vedere sul display dello smartphone quello che si vedrebbe nel display della fotocamera, ovviamente con il live view attivato. In questo modo scattare in posizioni scomode oppure controllare accuratamente la messa a fuoco manuale è di una facilità unica. Bisogna però ricordarsi di disattivare wireless e GPS quando non servono: essendo due funzioni assetate di energia, se attivate a lungo è facile trovarsi con la batteria a secco.

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QUALITÀ IMMAGINE

I JPG prodotti dalla Canon EOS 6D sono ottimi, pronti per l’uso e per la stampa già con le impostazioni standard. Il rumore è praticamente invisibile fino agli 800 ISO. Dai 1600 ISO si inizia a vedere l'intervento dell'elettronica che nasconde sia il rumore che i dettagli più fini. I files restano comunque perfettamente utilizzabili fino ai 6400 ISO. I due valori più alti, 12800 e 25600 ISO, restano sempre puliti, ma la mancanza di dettaglio trasmette una sensazione di mancanza di nitidezza, che quindi ne sconsiglia la stampa sopra il classico formato cartolina. Non ci sono particolari differenze di resa tra JPG alla massima qualità e RAW, lasciando pertanto piena libertà all'utente sulla scelta del formato da utilizzare.

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COSA CHIEDEREI DI PIÙ

La Canon EOS 6D è davvero un'ottima macchina. Per le mie esigenze mancano un flash integrato e l'ergonomia dei pulsanti potrebbe essere migliorata, colmando tra l'altro la strana assenza di un tasto dedicato all'importante bilanciamento del bianco. Ci vedrei poi molto bene un secondo slot per schede di memoria, ma ci sarebbe il rischio di assomigliare troppo alla sorella maggiore.

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CONCLUSIONI

La Canon EOS 6D mi lascia perplesso solo per un aspetto. L'ho accennato poco sopra: assomiglia tremendamente alla sorella maggiore Canon EOS 5D Mark III. Non si tratta poi solo di una somiglianza estetica. In pratica in meno la Canon EOS 6D ha per l'appunto uno slot di memoria, un paio di Megapixels di risoluzione, un paio di decimi di pollice di display, 50 punti di messa a fuoco, un otturatore che si ferma ad 1/4000s ed un mirino che copre solo il 97%. Sono differenze sensibili solo per utenti esigenti ed offre d'altro canto un notevole risparmio sul prezzo d'acquisto, un corpo più compatto e leggero, nonché le utili funzionalità GPS e wireless. Si tratta quindi di un corpo che metterà in crisi più di un acquirente, al momento della scelta della sua nuova reflex full frame.

Per concludere ecco riassunto cosa mi è davvero piaciuto e cosa non:

Piace:

- qualità immagine
- integrazione funzioni GPS e wireless
- scatto silenzioso

Non piace:

- alcune personalizzazioni macchinose da ripristinare
- mancanza di un lampeggiatore incorporato
- mancanza di un tasto dedicato al bilanciamento del bianco

Voglio ringraziare infine la modella Martina Paciaroni per aver posato negli scatti di prova e la make up artist Perla Amaolo che ha curato il trucco.

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