Zoom Nikkor bollito per la riparazione


In qualche incubo probabilmente vi sarà capitato di sognare incidenti e cose assurde che hanno come protagonista la vostra fedele reflex, a me i primi mesi dopo aver acquistato la mia prima e costosissima reflex mi capitava abbastanza spesso, adesso un po’ meno per fortuna. Ma neanche nei miei incubi peggiori mi è capitato di bollire un obiettivo in acqua bollente.

Tutti i fotografi conoscono la sensazione e la desolazione del dover portare l’attrezzatura da qualcuno per la riparazione, è un po’ come restare senza automobile, ci si sente persi. Quando ormai tutto è dato per perso, ci sono molte persone che cercano di aggiustare obbiettivi e fotocamere con le proprie mani, con ogni metodo possibile e immaginabile, ottenendo risultati più o meno riusciti. C’è pure chi si è ritrovato con un obiettivo Nikkor 17-35mm F2.8 danneggiato dopo un tuffo al mare, l’ha portato ad un centro per la riparazione dove l’ottica in questione è stata bollita!

Il povero Nikkor 17-35mm F2.8 è stato portato in assistenza dove è stato subito diagnosticato il danneggiamento del motore dell’autofocus che andava dunque sostituito. Ma il problema non si poteva risolvere così facilmente, l’acqua del mare è salata ed asciugando il sale si cristallizza e lascia le incrostazioni di salsedine che, ovviamente, si devono togliere per permettere all’ottica di funzionare di nuovo.

Lo staff ha quindi deciso di bollire l’obiettivo in una soluzione formata da acqua e agenti chimici, una scelta abbastanza assurda ma che ha funzionato. Dopo soli tre giorni l’obiettivo è letteralmente “guarito” ed è tornato a fare il suo dovere!

Una riparazione non convenzionale ma che ha dato ottimi risultati!

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