Il gioco di Pepi Merisio

Il gioco che non ha età, confini o i limiti del razionale, che ti porta ovunque senza dover andare da nessuna parte, regalando dimensioni fantastiche ai piccoli che crescono, e leggiadre ai grandi che si svagano, per quasi un quarantennio ha attirato l'obiettivo di Pepi Merisio, papà, nonno e fotografo, sensibile alle sfumature della crescita e del cambiamento dell'Italia del secondo Novecento.

I giochi di strada dei bambini che saltano la campana e la cavallina a Venezia, o corrono per i rioni stretti e ingombri di panni stesi a Napoli. Quelli della vendemmia che ruzzolano con le botti da S. Paolo d'Argon a Riomaggiore. La palla a mano dei grandi a il basket in Seminari a Bergamo. Tante sfumature della dimensione ludica della nostra esistenza, per un bel giro sulla giostra di Pepi Merisio, in mostra con la personale ospitata al Centro Saint-Bénin di Aosta, dal 6 aprile al 29 settembre 2013.

Pepi Merisio, In Campo San Paolo Venezia , 1958, Stampa ai sali d\'argento modern print
Pepi Merisio, La grande botte di Riomaggiore, 1964, Stampa ai sali d\'argento vintage print
 Pepi Merisio, Basket in Seminario a Bergamo, 1964, Stampa ai sali d\'argento vintage print
Pepi Merisio, Le bocce lungo il Bisagno a Genova, 1968, Stampa ai sali d\'argento modern print
Pepi Merisio, La giostra di Colle Vareno Monte Pora, Bergamo, 1968, Stampa al carbone

Una personale curata da Raffaella Ferrari e Daria Jorioz della Shots Gallery di Bergamo, che porta in mostra circa cinquanta fotografie in bianco e nero e a colori, in un mix di vintage e modern print realizzate dal grande fotografo tra il 1950 e il 1989.

Un tour nell'Italia di ieri che gioca, in girotondo con bambini durante il Carnevale sul Lago d'Endine, giocando a bocce con i più grandicelli lungo il Bisagno a Genova, in compagnia dei giocatori di calcio della domenica a Mantello Sondrio, o quelli dell'oratorio di Corso XXII Marzo a Milano, accompagnato dal catalogo bilingue italiano-francese, edito da Allemandi, con testi di Cesare Colombo, Daria Jorioz e Raffaella Ferrari.

Un sguardo alle dimensioni perdute lungo la strada dei ritmi frenetici della modernità, che non a caso si inaugura venerdì 5 aprile 2013, alle ore 18,00, insieme alla manifestazione Plaisirs de culture en Vallée d’Aoste, attenta a rafforzare o riaccendere l'interesse e la sensibilità per il patrimonio archeologico, architettonico, storico, artistico e culturale valdostano, che ha molte cose in comune con quello del resto d'Italia.

Via | Short Gallery

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