Il realismo urbano delle Hopper Meditations di Richard Tuschman

Il realismo delle solitudini umane e dell'isolamento urbano, dai quadri di Edward Hopper alle fotografie di Richard Tuschman, realizzate usando diorami e Photoshop.

Hopper Meditations - Morning Sun, 2012, Richard Tuschman

L'obiettivo di oggi è puntato sulle donne inondate di luce delle finestre aperte dalle pennellate di Edward Hopper, a partire dalla moglie e musa Josephine, seduta sul letto di Morning Sun, con la sua camicia da notte rosa, le gambe raccolte in un abbraccio, al cospetto del sole del mattino che bagna di consapevolezza lo sguardo, la stanza, le riflessioni, le solitudini e l'isolamento urbano.

Una tela dipinta per catalizzare sentimenti e emozioni di ogni spettatore, ampiamente riprodotta per decenni, anche dalle Hopper Meditations di Richard Tuschman, sedotto dal modo nel quale i quadri di Hopper


"con un'economia di mezzi, sono in grado di affrontare i misteri e le complessità della condizione umana"

Hopper Meditations - Woman And Man On A Bed, 2012, Richard Tuschman

Un fotografo che punta ad esaltare la carica emotiva e realista del quotidiano urbano dipinto da Edward Hopper, che potete rinfrescare nel video al ritmo di un re dello swing come Benny Goodman, i personaggi soli e le atmosfere isolate, in particolare alle meditazioni delle donne, vestite di solitudine, immerse nei pensieri o la lettura.

Hopper Meditations - Woman At A Window, 2013, Richard Tuschman

Schermi puntati sul paesaggio emotivo di ogni spettatore, che Tushcman riproduce utilizzando diorami costruiti come case di bambole nei quali introduce i modelli con Photoshop, mettendo a frutto i suoi interessi per la storia dell'arte, la pittura la fotografia, insieme all'esperienza maturata con le sperimentazioni digitali iniziate nel 1990.

Hopper Meditations - Woman Reading, 2013, Richard Tuschman


"Hopper Meditations is a personal photographic response to the work of the American painter, Edward Hopper. I have always loved the way his paintings, with an economy of means, are able to address the mysteries and complexities of the human condition. Placing one or two figures in humble, intimate settings, Hopper created quiet scenes that are psychologically compelling with open-ended narratives. In this way, I like to think of my images as dramas for a small stage, with the figures as actors in a one or two character play. The characters’ emotional states can seem to waver paradoxically between reverie and alienation, or perhaps between longing and resignation. Dramatic lighting heightens the emotional overtones, but any final interpretation, along with each character’s story, is ultimately left for the viewer to ponder." 


Via | Facebook - FStoppers

  • shares
  • Mail