Attentato Boston, in vendita su Amazon le prime foto della strage

Il giorno dopo la strage su Amazon è in vendita l'ebook “The Boston Bombings First Photos”, per fortuna il sito lo fatto sparire nel giro di un'ora


L’attentato a Boston di lunedì scorso ha lasciato tutti con il fiato sospeso, una tragedia assurda architettata in un modo davvero indegno, colpire la gente durante una maratona è stato ignobile, approfittare di un momento di festa, di gioia e di entusiasmo per provocare paura, morte e distruzione. In queste ore pare che la polizia abbia già ucciso un sospettato e che un altro sia in fuga, ma in procinto (speriamo) di essere catturato. La cattiveria esiste, ormai lo abbiamo capito e dobbiamo imparare ad accettarlo, quello a cui però non ci abitueremo mai solo le persone comuni, apparentemente normali, che approfittano di una situazione per guadagnare dei soldi.

Poche ore dopo l’attentato a Boston un uomo era già a lavoro per fare soldi, esattamente martedì, il giorno dopo la strage, su Amazon è comparso in vendita un ebook dal titolo “The Boston Bombings First Photos”, ovvero, le prime foto dei bombardamenti a Boston. Il proprietario dell’ebook su Amazon pare sia un uomo di nome Steve Goldstein che ha utilizzato numerose foto tratte da The AP, Getty Images e il New York Times, tutte ovviamente senza consenso, le ha montate grossolanamente e ha creato questo ebook, venduto al prezzo di 7,99 dollari, spese di spedizione incluse.

Il primo a notare questo ebook su Amazon è stato Bob Carey, il presidente dell’associazione NPPA, che lo ha acquistato per vedere cosa c’era effettivamente all’interno. Ecco la sua dichiarazione:

“Was as disgusting as it appeared.I was correct. The poorly done layout and lack of any copy other than Goldstein’s copyright page for the book confirmed my opinion. Goldstein was obviously looking to make money on photos from a tragedy with no regard for the photographers’ rights”.

Dal canto suo Amazon ha fatto sparire il prodotto dal sito nel giro di un’ora, ha spedito una lettera a Goldstein il quale si è scusato per aver utilizzato delle foto senza il consenso dei legittimi proprietari (

“We will stop the use of the photos that you mention. Sorry for the use without permission”).

Lo sciacallaggio nell’era di internet.

Fonte | Petapixel

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