Kyotographie, il festival internazionale ispirato ai Rencontres d'Arles

La dolcezza della stagione e la ricchezza delle suggestioni estetiche locali ed esportate, per una rassegna fotografica giapponese da non perdere.

Kyotographie, visual

Ci sono artisti locali naturalmente, ma non solo, sono otto i fotografi intorno ai quali gira quest'edizione di esordio: Eikoh Hosoe, Onishi Seiwemon, Shiro Takatani, Tadashi Ono, Malik Sidibé, Kate Barry, Nicolas Bouvier e soprattutto Naoki, stella presentata dalla griffe CHANEL. Molti degli invitati provengono dalla prestigiosa École Nationale Supérieure de la Photographie d’Arles, bacino di talenti fotografici francese noto nel mondo intero per i suoi Incontri, ai quali anche la kermesse giapponese si è ispirata.
Messo su in collaborazione col Kyoto Municipal Board of education, il festival internazionale Kyotographie è una creazione immaginata e organizzata dalla fotografa Lucille Reyboz e dal creatore luminoso Yusuke Nakanishi. Si tratta di un'eccezionale première per il paese del Sol Levante, e le ragioni le riassume proprio la Reyboz:

Questo paese ha prodotto molti grandi fotografi, ma vi sono pochi collezionisti e manca di eventi di rilievo consacrati alla fotografia.

Un festival dall'origine ibrida che unisce l'attenzione europea, francese in particolare, e quella cura estrema dell'estetica orientale, riversando tale sentimento nella scelta di preziosi pezzi da provenienti dalla Christian Polak Collection, uniti ad immagini di Malick Sidibé, che si alternano a scatti decisamente più recenti, e molto incisivi, come gli uccellini stretti tra le forti mani di un uomo del quale non vediamo che il torso e le braccia scolpite di Eikoh Hosoe.
Ventiquattro giorni, poco meno di un mense, che si concluderà il 6 maggio prossimo, per incontrare una selezione di fotografie provenienti dal mondo intero e riunite in affascinanti siti locali come alcuni templi e anche nelle Machiya, abitazioni tradizionali che costituiscono l'architettura tipica del centro delle città giapponesi, nelle quali fare un salto attraverso il video che segue, attraverso l'esposizione di Nicolas Bouvier, curata da Christine Cibert con scnografia di Oliver Franz / silent:

In un inizio che segna la prima tappa di quello che si annuncia come un lungo e glorioso percorso.

Kyotographie mira portare nella città di Kyoto, centro d'arte e di cultura, anche la fotografia che cerca di portare a permeare la nostra vita di ogni giorno in collaborazione con la tradizione artigianale di Kyoto. Kyotographie presenterà ogni anno programmi di alta qualità from Kyoto to the world.

Kyotographie, Hosoe Heikoh
Kyotographie, Kate Barry
Kyotographie, Onishi Seiwemon

Via | kyotographie.jp

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