Ray Manzarek, ritratti del compianto cofondatore dei The Doors

Ray Manzarek si è spento a 74 anni, consumato da un cancro e spento lentamente, con le pupille ancora immerse in decenni di successi straordinari, la cui energia vive ancora oggi, the day after la scomparsa del co-fondatore sopravvissuto alla difficile morte di Morrison, idolo delle folle e icona anche del Père Lachaise.
E la storia scorre anche nelle note, nei tasti che scivolano sotto le dita di uno dei protagonisti della grande avventura musicale cominciata al fianco di Jim Morrison nel 1965.
Manzarek aveva continuato suonando in altri gruppi, incatenando le collaborazioni e riunendo un certo spirito della grande stagione nel 1998 con la sua biografia "Light my fire: my life with the Doors".

Libération Next cita l'addio di Slash, il chitarrista dei Guns N' Roses, che è stato uno dei primi a rendergli omaggio su Twitter, e ricorda che fu proprio Manzarek a suggerire, basandosi sui souvenirs di una conversazione del 1970, la possibilità che Jim Morrisson avesse messo in scena la sua stessa morte per ritornare a vivere nell'incognito, un privilegio non sempre concesso.

Commuovente nel suo racconto della nascita di "Riders on the Storm", inserita nell'album L.A. Woman del 1971, Manzarek ha suscitato una vastissima onda di commiato, ma per gran parte dei suoi numerosissimi fan resta Ray, mago della tastiera, magnetico interprete e autentico stregone, capace di darsi interamente sul palco e soprattutto nelle note.

Photo 1 by Express/Express/Getty Images, Photo 2 by Matthew Peyton/Getty Images. Tutti i diritti riservati.


Via | next.liberation.fr

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