L'erotismo visto da Gabriele Rigon

Valentina

Presentare Gabriele Rigon è difficile per chiunque. Per me, che sono un suo grandissimo ammiratore, lo è ancora di più. Non servono troppe parole, basta dire che ieri Repubblica ha scelto le sue foto per il fotoracconto "Viaggio intorno al pianeta donna". E onore al merito. Gabriele si è prestato, gentilmente, per una piccola intervista. Sei domande.

Gabriele, perché la fotografia?
Fotografia perché è una forma di libertà, di esprimere qualcosa che uno ha dentro, e la fotografia è il più grande strumento di comunicazione. Per me è una grande passione, vanto di fare foto per il puro piacere e non per lavoro, e devo dire che fortunatamente vivo d’altro. Ciò mi permette di concentrarmi solo su quello che mi piace, aspettare il momento più opportuno, scegliere i miei soggetti e creare le storie che voglio.

Qual è il tuo rapporto con le modelle che fotografi?
Il mio rapporto è assolutamente professionale, questo non vuol dire che non sia un rapporto intimo, anzi, è proprio conquistando la fiducia della modella con la professionalità che si può arrivare ad avere l’intimità
necessaria per ottenere eccellenti risultati. E’ molto importante condividere il lavoro con la modella, renderla partecipe, lo shooting deve essere un set dove ciascuno è consapevole del ruolo da svolgere e la parte da recitare.

Hai mai avuto momenti di imbarazzo?
Non ho mai avuto alcun momento di imbarazzo, fare fotografie per me è un lavoro, anche se lo faccio per passione… Certo, spesso all’inizio mi metto nei panni della modella che si deve spogliare, per cui rispetto il suo pudore e anzi, cerco di metterla nelle migliori condizioni per non sentirsi eccessivamente osservata, sebbene al centro delle mie attenzioni.

Qual è la differenza fra un nudo artistico ed uno volgare?La differenza sta nel fotografo, tutto dipende dal motivo per cui uno fa fotografia. Si può fotografare anche parti intime del corpo senza essere volgari, oppure si può fare pornografia fotografando una modella vestita. Si parla sempre di questo limite, tra nudo erotico e pornografia, ma credo che siano ben distinti i generi di cui parliamo. Io credo di essere molto severo nei giudizi, ed è per questo che anche quando faccio foto di nudo erotico cerco di calibrare ogni elemento, compresa la location, che deve sembrare più naturale possibile per collocare una modella nuda. A tal proposito vorrei fare un’affermazione forte che probabilmente susciterà la critica di più di qualcuno: spesso, in ambito fotoamatoriale, vedo delle immagini di donne nude fotografate in esterni, contestualizzate all’interno di elementi
architettonici o in mezzo alla natura dove l’unico scopo è quello di ostentare le forme e le nudità, ad emulare calendari patinati di personaggi famosi. I calendari sono qualcosa di preciso, un target commerciale che segue dei canoni ben precisi, e se parliamo di calendari famosi di solito sono devoluti a grandi firme della fotografia. Se parliamo invece di foto scattate da fotoamatori, o spesso presso dei “workshop” gestiti solo per guadagnare soldi, il risultato finale è peggio del nudo volgare… direi che rasentiamo la pornografia.

Che tipo di attrezzatura usi?
Normalmente utilizzo il digitale, attualmente ho una reflex Canon con due ottiche in particolare, il 50mm ed il 35 mm, ritengo che sia tutto quello che uno abbisogna per fare il tipo di foto che faccio io. Prediligo la luce naturale, e dove non vi sia la possibilità utilizzo un piccolo softbox con luce continua da 650 watt.

Quanto e come lavori le foto in postproduzione?
Faccio sempre un lavoro di postproduzione, se non altro per aprire i files raw e dare le giuste impostazioni del colore. Successivamente utilizzo il fotoritocco al minimo essenziale, più per regolare le tonalità e per un corretto resize delle foto. Ammiro i ritoccatori di beauty, non ho nulla contro il fotoritocco, tuttavia per il tipo di foto che faccio non vi è necessità. Alla fine ciascuno è il responsabile del prodotto finito, non di quello che c’è a monte dello scatto.

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