Kodak migliora il CMOS

kodak c513 Kodak ha pubblicato nel suo Blog ufficiale un interessante confronto tra le tecnologie CMOS e CCD:

l'articolo in questione è scritto da John Compton, uno dei suoi principali progettisti (insieme a John Hamilton ha progettato il filtro RGB con celle pancromatiche di cui vi abbiamo già parlato).

L'articolo è piuttosto interessante sebbene ai più esperti non fornisca grandi novità.

Il sensore CCD è stato sviluppato appositamente per scopi fotografici e video, pertanto ha una qualità mediamente superiore rispetto ai CMOS;
d'altro canto per funzionare ha bisogno di numerosi circuiti integrati supplementari mentre il CMOS, che nasce già dalla tecnologia impiegata nei componenti elettronici come i microprocessori o i circuiti integrati di memoria, riesce ad integrare in un unico pezzo di silicone tutte le funzioni principali, con un grande beneficio in termini economici per i produttori.

Non mancano però neppure i vantaggi per l'utente finale visto che la minore complessità consente di produrre fotocamere più piccole e leggere, inoltre i circuiti CMOS funzionano a tensioni più basse rispetto ai CCD con conseguente aumento di autonomia della batteria.

Questo discorso è vero sopratutto per le compatte e per i cellulari dal momento che sono molte le reflex, anche di alto rango, ad impiegare i sensori di tipo CMOS:

Compton spiega che in questo caso le differenze qualitative dell'immagine sono molto assottigliate tra le due tecnologie in quanto per i CMOS delle reflex vengono impiegati pixel di dimensioni 10 volte superiori a quelli impiegati nelle compatte, inoltre questi sensori nascono da processi produttivi specializzati e, come i CCD, non integrano al loro interno le funzioni di elaborazione ma le delegano a circuiti esterni dedicati;

inoltre sui CMOS c'è un grande investimento economico in termini di ricerca e sviluppo, mentre altrettanto non si può dire per il CCD.

A tal proposito Kodak, e qui sta la vera notizia, per la sua EasyShare C513 ha impiegato un innovativo tipo di CMOS nel quale la densità di transistors per pixel è scesa dagli usuali 4 ad appena 1.75, cosa che ha permesso di ridurre la dimensione del pixel e al contempo di aumentare la superfice utile per raccogliere la luce.

[via The Imaging Resource]

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