Il CCD è arrivato al capolinea?

Sensore Cmos Sony Aps-C

Le presentazioni delle reflex di casa Canon e Nikon effettuate la scorsa settimana, hanno avuto anche un secondo risvolto, meno immediato ma più sostanziale.

Infatti tutte e quattro le fotocamere presentate montano un sensore CMOS, e se questa non è una novità per la Canon che fin dal 2000 con il lancio della EOS D30 ha sempre puntato su questo tipo di sensori, lo stesso non si può dire per la Nikon che proprio con la D200 manteneva una fotocamera dotata di CCD nel proprio listino professionale.

Dando uno sguardo alle altre marche il discorso non cambia, infatti la Olympus e la Panasonic hanno virato la loro strategia passando dai CCD ai Live MOS, che rendono molto più semplice il sistema di visualizzazione live view, la Sony dispone in listino della Alpha A-100 con sensore CCD, ma le strategie di mercato di cui vi abbiamo già parlato fanno capire che le future reflex della casa nipponica, così come quelle della Nikon di cui è il principale fornitore, monteranno sensori CMOS.

Le uniche case controcorrente sono la Pentax e la Fujifilm che montano sensori CCD in tutto il catalogo, ma che a conti fatti rappresentano una fetta di mercato limitata, se pur di ottimo livello.

Ma da cosa deriva questo cambio di rotta? A detta di tutti gli esperti la qualità d’immagine dei sensori CCD è ancora superiore a quella del CMOS, ma l’elevato consumo energetico dei primi si traduce molto spesso in un aumento del rumore di fondo ad alti iso, cosa non molto gradita a chi lavora in ambiti professionali.

Se poi a questo si aggiunge che l’installazione di un sensore CCD richiede uno spazio superiore rispetto a quello dei concorrenti limitando così la scelta di soluzioni di design, che la produzione dei CCD è decisamente più complicata e ha un costo più elevato rispetto a quello dei CMOS, si comprende meglio il motivo per cui i maggiori produttori di sensori stanno spingendo il mercato a suon di faraonici investimenti verso i sensori CMOS.

Sicuramente nell’immediato futuro i due sistemi continueranno a coesistere, ma la tendenza al "mono sensore" sembra molto forte, bisognerà attendere per capire se la tendenza verrà assecondata anche dagli altri produttori, così da relegare i sensori CCD alla solo campo astronomico.

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