Jim Marshall: Johnny Cash vintage style al Summer Jamboree di Senigallia

Atmosfera anni '40 - '50, per il Summer Jamboree di Senigallia con le foto di Johnny Cash.

Jim Marshall, Johnny Cash al Summer Jamboree di Senigallia, performance. Foto © Jim Marshall Photography LLC

L'artista e l'uomo, il performer ed il padre. Quaranta scatti per raccontare Johnny Cash, indimenticabile stella della musica country americana, passato per le vette del rock and roll, rockabilly, blues, folk fino al gospel. Una serie di fotografie, molte dei quali inedite nel nostro paese, che saranno esposte a partire da domani e fino all'11 agosto prossimo in occasione del Summer Jamboree di Senigallia (Festival Internazionale di musica e cultura dell’America anni ’40 e ’50), rendono conto di tale mix tra "bestia da palcoscenico" e genitore domestico.

Jim Marshall, Johnny Cash al Summer Jamboree di Senigallia, intimità. Foto © Jim Marshall Photography LLC

Un omaggio che arriva da Bologna, per continuare poco lontano dalla brezza marina, propagata sulla costa attraverso la mostra “Johnny Cash: we are all men in black”, presentata da Ono Arte Contemporanea in collaborazione con l’Associazione Culturale Summer Jamboree e il Comune di Senigallia, allestita presso la Sala del Fico di Palazzetto Baviera e visitabile ad ingresso gratuito dalle 18 alle 24.30, lungo tutta la durata del Festival.

Jim Marshall, Johnny Cash al Summer Jamboree di Senigallia, solitudine. Foto © Jim Marshall Photography LLC
In esposizione immagini uniche, realizzate da Jim Marshall, fotografo ufficiale e amico di Cash. Si erano incontrati a New York nei primi anni '60, per poi intraprendere un intenso sodalizio creativo che avrebbe permesso al fotografo di immortalare alcuni tra i momenti chiave dell'artista, seguendolo nelle tourné, durante gli spettacoli, ma anche in alcuni rari istanti di intimità familiare con la moglie June e il figlio, John Carter Cash, l’unico nato dalla loro unione; la testimonianza che, a dieci anni dalla morte, la sua musica parla ancora anche attraverso l'intensità del volto, conservatasi anche con il passare degli anni.

Sullo sfondo dei violenti anni Sessanta e Settanta americani, in cui lo Stato è impegnato in dure battaglie contro la diffusione dell’uso dell’alcool e droghe, Cash decide, nel 1968, di registrare un intero LP all’interno della Folsom State Prison, California. Supportato da Bob Johnstone – già conosciuto per aver lavorato con Bob Dylan e Simon and Garfunkel - e con Jim Marshall al seguito, Cash incide l’album poi entrato negli annali per essere un o dei suoi più grandi successi. Di questa performance, numerose sono le immagini di Marshall (oltre alla cover dell’album): in modo partecipato, le fotografie narrano non solo il momento performativo vero e proprio, ma anche il backstage, i momenti di pausa e di convivialità. Dopo questo successo, la “Columbia Records” dà a Johnny Cash il “via libera” per incidere il suo secondo album dal vivo all’interno di un penitenziario. Questa volta siamo alla San Quentin Prison e proprio durante questo live, Jim Marshall ci restituisce l’immagine - forse la più nota e iconica – del musicista. Dito medio alzato e sguardo dritto in camera, lo scatto è la risposta di Cash all’affermazione di Marshall: «John, let’s do a shot for the warden».

Info alla pagina Facebook: Summer Jamboree Official Page

Jim Marshall, Johnny Cash al Summer Jamboree di Senigallia
Jim Marshall, Johnny Cash al Summer Jamboree di Senigallia
Jim Marshall, Johnny Cash al Summer Jamboree di Senigallia
Jim Marshall, Johnny Cash al Summer Jamboree di Senigallia

Foto © Jim Marshall Photography LLC

Via | senigallianotizie.it

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