Alphonse Bernoud: souvenir di una Pompei ottocentesca

Immagini in seppia per ricordare la Pompei di quasi due secoli fa.

Quadriportico dei teatri. Foto A. Bernoud, da "Alphonse Bernoud fotografo a Pompei" di Ernesto De Carolis, Rivista di Studi Pompeiani, n° XXII, 2011, "Collezione privata, Napoli".
Dal 1859 al 1872, tredici anni di amore per le eccezionali ricchezze archeologiche di Pompei, testimoniate da quattordici scatti in formato stereoscopico, realizzati da uno straniero, il fotografo francese Jean-Baptiste detto Alphonse Bernoud (1820 - 1889). E se la data finale può essere identificata facendo riferimento alla partenza da Napoli alla volta di Lione dell'autore, lo stesso non può dirsi dell'occasione precisa degli scatti, probabilmente destinati a far parte di una più ampia campagna fotografica su Pompei. Stampe all'albumina dal fascino rosato e violaceo, con punte di melanzana a e di nuances calde del grigio e del marrone, per le fotografie in seppia che ci portano dritti negli scavi, come si presentavano ai professionisti e agli scarsi visitatori dell'epoca.

Casa del Labirinto. Foto A. Bernoud, da "Alphonse Bernoud fotografo a Pompei" di Ernesto De Carolis, Rivista di Studi Pompeiani, n° XXII, 2011, "Collezione privata, Napoli".

Proprio oggi, alla vigilia della partenza di tre mesi di visite-spettacolo alla vicina Ercolano, ci è venuta voglia di rendere omaggio alla più nota Pompei, facendo riferimento ad alcuni scritti del Dottor. Ernesto De Carolis, autore del saggio su Bernoud, e di un nell'articolo pubblicato sul numero XXII della Rivista di Studi Pompeiani, al quale vi rimandiamo per scoprire curiosità e aneddoti di questa interessante serie.

Questa variegata produzione fotografica non riveste solo un aspetto turistico ma presenta anche un innegabile ed importante valore di documentazione dell’area archeologica sia per il suo ovvio rigore scientifico rispetto ad un disegno che poteva anche differire dall’originale sia perché vengono spesso riprodotti edifici ed apparati decorativi pittorici e lapidei oggi fortemente degradati o in alcuni casi del tutto perduti. Aspetto quest’ultimo che ritroviamo anche nel nostro inedito nucleo di fotografie di Pompei, consentendoci di confrontare lo stato conservativo negli ultimi decenni dell’Ottocento di alcune abitazioni ed edifici pubblici con l’attuale immagine dei luoghi.

Via di Mercurio. Foto A. Bernoud, da "Alphonse Bernoud fotografo a Pompei" di Ernesto De Carolis, Rivista di Studi Pompeiani, n° XXII, 2011, "Collezione privata, Napoli".

Bernoud, curioso precursore formatosi alla nascente tecnica fotografica nello studio parigino di Louis Jacques Mandè Daguerre, per poi raggiungere l'Italia ed esercitare proprio il nuovo mestiere di fotografo, tra Genova, Firenze, Livorno e infine a Napoli, dove seppe inserirsi nel fermento culturale dell'epoca arrivando ad esser nominato fotografo ufficiale della Corte borbonica, è rappresentato in un più che discreto exploit, consentendoci di rivivere l'atmosfera che si respirava in quegli anni, che videro l'emergere di un nuovo turismo alto-borghese, affiancatosi progressivamente a quello di origine nobiliare già perfettamente integrato nella tradizione del "Grand Tour". Non a caso l'ultima campagna fotografica italiana di Bernoud fu la documentazione dell’eruzione del Vesuvio nell’aprile del 1872, estremo omaggio ad una terra campana amata e riprodotta nelle sue bellezze.

Alphonse Bernoud, souvenir di Pompei
Alphonse Bernoud, souvenir di Pompei
Alphonse Bernoud, souvenir di Pompei
Alphonse Bernoud, souvenir di Pompei
Alphonse Bernoud, souvenir di Pompei

Si ringrazia il dr. Ernesto De Carolis, autore dell'articolo da cui sono state tratte le foto, per la preziosa collaborazione.

Via | pompeiisites.org

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