I mondi surreali di Luis Beltrán

I mondi surreali di Luis Beltrán

Da bambina adoravo le storie di cani giramondo, liberi di viaggiare ovunque e intraprendere ogni genere di avventura, forse è per questo che non mi piacciono i cani rinchiusi in piccoli spazi che tarpano il loro istinto randagio, e ancora meno chi li abbandona dopo averli abituati ad un ritmo di vita casalingo, ma è sicuramente per questo che mi ha colpito subito “no me dejes” che apre il nuovo sito di Luis Beltrán.

Un cagnolino dagli occhi teneri e determinati che segue le tracce lasciate da un veicolo nella neve gelida, probabilmente quello che lo ha abbandonato, un ottimo esempio delle potenzialità del digitale e del talento di un artista spagnolo che usa un mix di fotografia e graphic art per dare uno sguardo alla poetica della realtà, e corpo alla sua Apología del presente o el Eterno pasado.

Luis Beltrán, classe 1973, manipola e ritocca le fotografie e la realtà per dar corpo a sogni e desideri, o anche solo ad emozioni e sensazioni, a lunghi viaggi da fare ad occhi aperti, anzi, spalancati su una realtà più ‘generosa’ e mondi surreali ricchi di brume e sfumature, dinamici, che si possono trasformare in qualsiasi cosa, dove poter intraprendere lunghi viaggi con un elefante, contemplare da un’altalena un orizzonte sghembo o un’intera città...

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