Le Memorie di Bruno Cattani

La lunga ricerca fotografica di Bruno Cattani, tra tracce e memorie, dall'analogico della Polaroid al ritocco del digitale

Per ognuno in modo diverso, oggetti e luoghi apparentemente insignificanti e banali, sanno diventare il catalizzatore di storie passate, emozioni consumate, sfuggite o solo svanite. Ricordi lontanissimi, avviluppati dalle brume del tempo e di memorie frammentarie.

Memorie rimosse e pronte a saltare fuori in modo sorprendente da recessi insospettabili, frammenti volubili, evocati dalle luci di una giostra nella notte, che hanno il sapore della polvere di un strada calpestata, il calore di una giornata d’estate, il gelo di emozioni dolorose o il languore nostalgico della vita che scorre.

Foto ingiallite, altalene solitarie, nebbiosi paesaggi padani, giochi e giocattoli, interni spogli pieni di presenze, capaci di evocare un ventaglio molto ampio di ricordi ed emozioni, dagli eventi unici a quelli quotidiani ripetuti milioni di volte, dalla malinconia al sottile piacere.

Reminiscenze e frammenti molto personali capaci di trasformarsi in patrimonio iconografico della memoria collettiva, come quelle che caratterizzano il lungo percorso di ricerca fotografica di Bruno Cattani e le Memorie esposte a Palazzo Ducale di Castelnovo ne’ Monti (RE), dal 17 luglio al 26 settembre 2010 e nel foyer del Teatro Bismantova con il corpo e la memoria marmorea della serie “Eros”.

La mostra, curata da Sandro Parmiggiani e accompagnata da un catalogo Allemandi, è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Castelnovo ne’ Monti ed è organizzata dal Comune di Correggio, dalla Provincia di Reggio Emilia e da Palazzo Magnani di Reggio Emilia, con il contributo della Fondazione Pietro Manodori e di Coopservice.

Foto | Bruno Cattani. Memorie, Courtesy Coopservice

Bruno Cattani: anatomia di un fotografo di tracce, emozioni e memorie

Bruno Cattani nasce a Reggio Emilia il 16 novembre 1964. Inizia a fotografare nel 1982. È foto giornalista dal 1988 e collabora con diverse riviste nazionali e testate locali.

La ricerca fotografica di Bruno Cattani inizia nel 1990 con un’indagine sui luoghi dell’arte. I musei rappresentano “affascinanti contenitori di emozioni in cui visitatore e opera d’arte creano una coppia indissolubile”. In queste opere è possibile vedere come la luce sia in grado di creare legami tra la scultura e l’umano mentre lo spazio espositivo del passato acquista nuovo significato per chi lo ammira attraverso la fotografia.
Nel 1996 partecipa a una ricerca fotografica sui Musei di Reggio Emilia, iniziando il suo studio sui luoghi dell’arte. Negli anni riceve numerosi incarichi nell’ambito della ricerca fotografica per musei quali il Musée Rodin, il Musée du Louvre, l’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi, l’Istituto Nazionale per la Grafica, il Pergamonmuseum di Berlino e la Soprintendenza Archeologica di Pompei.

Nel 2000 è presente nell’esposizione D’après l’Antique al Museo du Louvre e, nello stesso anno, la sua mostra L’arte dei luoghi è inserita all’interno del programma del Mois de la Photo di Parigi.

Nel progetto Figure del Tempo Cattani svuota i corridoi e le stanze della presenza umana per immergersi in un mondo silenzioso ma vivace di movimenti immaginari. La scelta di utilizzare la Polaroid conferisce alle opere un equilibrio tra l’esperienza di visione reale e lo scatto fotografico.

I luoghi dell’arte lasciano spazio a quelli urlanti della follia. Andiamo con l’autore alla scoperta degli ex ospedali psichiatrici - storicamente aboliti con la legge 180 del 1978 – in cui il suo interesse è “volto alla ricerca dei segni lasciati da coloro che hanno vissuto, a volte per una vita intera, in questi luoghi testimoni di ingiustizia e sofferenza umana”.

La memoria delle vite altrui diventa il ricordo personale dei luoghi in cui abbiamo vissuto, amato, condiviso momenti indelebili per la nostra storia. Ma la memoria non esisterebbe se non intrisa “di malinconia per i momenti che non rivivremo più; del rimpianto del passato che si trasforma in sottile piacere;dell’immagine impallidita, solo accennata, che riemerge ad un tratto tra le pagine di un libro sfogliato”.

Figure Nel Tempo è il titolo della personale che si tiene, nel 2002, alla Galleria Civica di Modena a cura di Walter Guadagnini. Nel 2003 espone alcune sue fotografie che gli sono state commissionate dal Musée Rodin di Parigi, nella mostra curata da Sandro Parmiggiani Camille Claudel. Anatomie della vita interiore tenutasi a Palazzo Magnani di Reggio Emilia.

Da questo studio del concetto di ricordo e oblio, nasce Memorie - esposto alla Biennale di Venezia 2011- un lavoro che ferma i ricordi di luoghi, volti, corpi, emozioni che appartengono alla sua esperienza personale e all'immaginario collettivo.

Il desiderio di riportare in vita momenti trascorsi, in questo caso la sensualità di una statua di marmo, esplode in Eros: le statue diventano protagoniste di un’arte drammatica e interlocutoria. La bellezza disarmante della scultura emerge con tutta la sua carica perturbante e colpisce l’osservatore che può trovare nelle pieghe del corpo emozioni di gesti vissuti o sperati.

La memoria, diventata ormai pulsante, si trasforma in Playing Dreams. Cattani fotografa la capacità dei bambini di trasformare il mondo a partire da piccoli oggetti che li circondano. L’esistente si trasforma in immaginario e si crea la magia dell’opera. Una magia che “accade in ogni luogo dove un bambino è impegnato a giocare, esso si comporta come un poeta: costruisce un proprio mondo, o meglio, dà a suo piacere un nuovo assetto alle cose della sua realtà”.

La magia continua con Carousel; la capacità di una giostra di non solo mutare come in un sogno il trascorrere del tempo, “cadenzando i minuti al ritmo di una tenera melodia, che ricorda un’infanzia felice,l’innocenza svanita anni fa”, ma di riuscire a creare dei mondi irreali, fuori dal tempo che scaturiscono dal rapporto fra di loro e il luogo dove vengono poste.

Nel 2005 inizia la sua ricerca sulla memoria che si snoda come un viaggio all’interno del ricordo, nel quale egli cerca di far rivivere il passato emozionale attraverso immagini narrative ed evocative. Nel 2008 partecipa alla terza edizione della manifestazione Fotografia Europea di Reggio Emilia. Nella primavera del 2010 presenta la mostra personale Memorie con un libro edito da Allemandi a cura di Sandro Parmiggiani.

E’ tra gli artisti invitati ad esporre al Padiglione Italia della 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia con sei fotografie del lavoro Memorie selezionate da Italo Zannier.

Il suo progetto Eros, dedicato alle forme corporee nel mondo della statuaria, frutto di anni di ricerca stilistica all’interno di spazi espositivi in tutta Europa, viene proposto per la prima volta al Chic Art Fair di Parigi nel 2012 e diviene poi Sognare giocando, un’incursione nel mondo fantastico dell’infanzia attraverso i giocattoli, è tra i suoi ultimi lavori e viene proposto ad Arte Fiera di Bologna 2013 e al Mia di Milano nel 2014.

Il 2014 è l’anno della ristampa del volume Memorie, edito da Danilo Montanari Editore, nuovo capitolo della sua ricerca che prosegue con molti nuovi scatti, in occasione della personale alla Bugno Art Gallery di Venezia e di quella al festival di Spilimbergo, promossa dal CRAF.

E’ presente in molte fiere di fotografia in tutto il mondo (Arte Fiera Bologna, Mia Milano, Torino, Verona, Parigi, Bruxelles, Miami).

Per due anni consecutivi è tra i finalisti del premio BNL al Mia 2013- 2014 e vincitore nel 2015.

Sue fotografie sono conservate presso: Archives Photographiques du Musée du Louvre, Maison Européenne de la Photographie di Parigi, The New York Public Library for the Performing Arts, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Bibliotéque Nationale de France di Parigi, Musée Réattu d’Arles, Musée de la photographie di Charleroi, Musée Nicephore Niépce Ville de Chalon sur Saône, Maison Europeenne de la Photographie di Parigi, Polaroid Collections, Stati Uniti Museum of Photography, Museo di Thessaloniki (Grecia).

Un percorso creativo in costante evoluzione, dai primi scatti analogici con pellicola istantanea Polaroid 669 Polarcolor Film, alla manipolazione dell’immagine digitale, pronto a far tappa a Genova con The Memory Box e le immagini della retrospettiva a cura di Clelia Belgrado.

Una meravigliosa scatola della memoria, pronta a schiudersi su un tesoro di emozioni resistenti all'oblio e paesaggi rubati alle brume del tempo, tra fremiti incontenibili e barlumi di poesia, vite passate e possibili, personali e collettive.

La mostra, inaugurata venerdì 11 marzo, alle ore 18.00, nella Sala Liguria del Palazzo Ducale di Genova, resterò aperta da sabato 12 marzo a domenica 3 aprile 2016 (lunedì, ore 15.00-18.00; martedì – domenica, ore 10.00–18.00), accompagnata dall'edizione 2014 del volume “Memorie” edito da Danilo Montanari Editore.

Foto | BRUNO CATTANI. The memory box, Courtesy CLP

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