Parigi al Bal per gli ultimi cinque giorni ready to be made

Le Bal, cinque giorni per oscillare tra vecchio e nuovo mondo al centro parigino insieme alla triade Bas Jan Ader, Taoyo Onorato e Nico Krebs.

Parigi al Bal con ready to be made, © Taiyo Onorato & Nico Krebs, Abbyss, 2006, se�rie The Great Unreal FNAC 2011-0526, Centre National des Arts Plastiques

Restano ancora pochi giorni per scoprire tre fotografi, o meglio, per apprezzarli in contrasto. Meno di una settimana di fine estate per entrare, anche di nascosto, tra le pieghe dei discorsi intrecciati e sovrapposti di tre fotografi. A separarli più generazioni, dato che il primo, Bas Jan Ader, è nato nel 1942, mentre Taoyo Onorato e Nico Krebs, hanno visto entrambi I natali nel 1967, quasi venticinque anni dopo. Olandese emigrato in California il primo, svizzeri e berlinesi d'adozione i secondi, quasi tutto sembrerebbe dividerli se non fosse che ad unirli invece è una mostra ormai agli sgoccioli, ospitata presso la sede de Le Bal di Parigi. Uno strano insieme che si nutre proprio di differenze, indagando soprattutto quei sottili segni invertiti che separano linguaggi contrassegnati dall'intensa densità del più “anziano” in contrapposizione ad una certa spensieratezza dei più giovani, che poi giovanissimi a dire il vero non sono. Ciò che li accomuna invece è la continua oscillazione tra Vecchio e Nuovo mondo, quell'ondeggiare tra Europa e USA che emerge da ogni oggetto che rientra nello spazio di un obiettivo eletto testimone privilegiato di un'arte a cavalo tra il concettuale e gli elementi liberatori carichi d'assurdità comica tipici del burlesque.

Parigi al Bal con ready to be made, © Taiyo Onorato & Nico Krebs, Wires, 2006, se�rie The Great Unreal Courtesy RaebervonStenglin, Zurich

E anche la presentazione ha un che d'eccezionale, se per Bas Jan Ader è stata affidata alle esperte parole di René Viau critico d'arte estremamente attento al panorama artistico e voce riconosciuta in Francia e Québec, quella di Taoyo Onorato e Nico Krebs rimanda a Urs Stahel, direttore di un'importante mecca elvetica per gli amanti dell'immagine, il Fotomuseum Winterthur, che non esita a definire “apprendisti stregoni”, giocando sul filo delle sperimentazioni messe in atto dai soggetti descritti. Ma è a Diane Dufour, attuale guida del centro Le Bal, del quale è anche co-fondatrice, con un passato alla testa dell'agenzia Magnum, che appartengono le parole che abbiamo deciso di riportarvi qui di seguito in traduzione:

Alla logica implacabile del “climax drammatico” dei film di Bas Jan Ader rispondono i casi curiosi e a ripetizione d’Onorato e Krebs.
Nonostante ciò si tratta in entrambi I casi di misurare la nostra condizione umana. La fragilità dell'azione interviene per rivelare tutta la sua dimensione esistenziale. L'esperienza del mondo piuttosto che la sua interpretazione. L’assurdità del gesto che non condanna ma rimette in questione. “L'assurdità non è il non-sense. E' il non-sense dinanzi a chi chiede senso” (Frédéric Worms)
O l'incontro fortuito di Marcel Duchamp e Buster Keaton...
Diane Dufour

Incontro con Taiyo Onorato e Nico Krebs

Parigi al Bal con ready to be made, © Taiyo Onorato & Nico Krebs, Happy Ending, 2005, se�rie The Great Unreal Courtesy RaebervonStenglin, Zurich

La coppia Onorato-Krebs si concederà stasera, mercoledì 28 agosto 2013, alle 20.00, proprio in una discussione con la Dufour, già presentata direttrice du BAL, per completare a parole, le molteplicità sfogliate e sovrapposte tra il senso e i suoi opposti, che emergono negli scatti.

Via | le-bal.fr

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