Kodak Autographic, gli Exif di un secolo fa

Quando gli Exif erano ancora fantascienza, la Kodak Autographic permetteva però di firmare o scrivere accanto ad ogni fotogramma

Kodak Autographic

I dati Exif (acronimo per "Exchangeable image file format") sono estremamente utili. Specialmente quando si impara a fotografare, ma in generale tutte le volte che ci chiediamo il perché di un certo risultato fotografico, non c'è nulla di più facile che andare a leggere i dati Exif per verificare tempo, diaframma, sensibilità, focale e tutte le altre impostazioni scelte per quello scatto.

Non pensate però che si tratti di un'invenzione moderna. L'idea di affiancare dei dati ad ogni fotogramma nasce quasi un secolo fa, nel 1914 per l'esattezza, dal genio di Henry Jacques Gaisman. Il brevetto venne poi acquistato per la cifra notevole a quei tempi di 300.000 Dollari dal signor George Eastman della Kodak.

Infatti è con la Kodak Autographic che viene proposto al largo pubblico la possibilità di scrivere con uno stilo su uno spazio accanto ad ogni fotogramma. Ovviamente doveva essere utilizzata una pellicola dedicata, che aveva una piccola porzione di carta carbone accanto ad ogni fotogramma. Usando lo stilo dedicato si poteva così annotare tempi e diaframmi, data e quant'altro.

Bastava poi tenere la finestrella aperta per qualche secondo per avere il tutto impresso indelebilmente nella pellicola. Il sistema non ebbe però un grande successo, ed infatti già nel 1932 la Kodak Autographic venne tolta dal mercato. L'idea però è rimasta nelle menti dei progettisti, tanto che poi sono stati inventati i dorsi che scrivono i dati ed infine nell'era del digitale siamo arrivati per l'appunto agli Exif.

Della innovativa Kodak Autographic si è però persa memoria ed il suo valore sul mercato dell'usato è anche ai minimi termini, tanto che qualcuno l'ha comprata con l'unico scopo di farla a pezzi per trasformarla in un'ottica per la sua Sony NEX.

Via | PetaPixel

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