Sergio Siano: Ecce Homo svela l'interno di alcune chiese napoletane

Il fotografo Sergio Siano, dietro l'immagine scelta per rappresentare lo sfregio di un patrimonio abbandonato e disastrato.

L'empatia storica con la città di Napoli, in un'immagine che racchiude il tormentato mondo dei luoghi sacri abbandonati di Partenope, un sentimento che passa attraverso l'intenso cliché di Sergio Siano intorno al quale ruota questo testo. Non è un obiettivo nuovo alle nostre righe Siano, classe 1969, figlio d'arte proveniente da un'intera famiglia caratterizzata da una certa dimestichezza con gli apparecchi e riunita spesso intorno all'agenzia PhotoSud, ma un fedele narratore di una realtà spesso amara in immagini che hanno saputo fermarsi sull'anima popolare della città di Napoli, raccontata prima nei Vasci, tipici alloggi seminterrati tipici dei vicoli del Centro Storico, e poi, molto più recentemente, in alcune vedute estive allegre e multietniche.
"Fotoreporter di strada, attento osservatore dei cambiamenti storici, politici, culturali, sociali e di costume di Napoli, città a cui si sente di appartenere in maniera viscerale", Siano ci ha raccontato qualche aneddoto legato allo scatto in apertura, scelto per la comunicazione della mostra Paleocontemporanea, della quale vi parleremo più nei dettagli tra qualche giorno. E' così che abbiamo scoperto che è stata realizzata nel 2010 a San Maria Verticoeli vicino alla Curia, durante il periodo nel quale Siano lavorava con il giornalista de Il Mattino Paolo Barbuto, ad una campagna per i monumenti seppelliti, e che ritrae una composizione casuale, ma dal fortissimo portato di colore, che esemplifica il triste caso di una delle prime chiese ad essere utilizzata come cimiteri, che, nonostante le sue enormi dimensioni, versa in totale stato d'abbandono.

Mi avvicinai all'altare, che non solo è l'epicentro, ma anche il luogo dei segni importanti. E solo allora mi accorsi di questo Cristo che mi guardava come un seppellito vivo. Fu così che avvenne l'incontro con questa statua di cartapesta crollata sull'altare. Mi è sembrata una scena estremamente significativa dell'abbandono. Aggiungerei che sarebbe stato forse più affascinante se la foto fosse stata installata alle catacombe, anche se i fin dei conti sono contento per dove è stata collocata, negli Ipogei Funerari Ellenistici di Napoli trasformati dal "vuoto" in meravigliosa galleria d'arte.

Via | paleocontemporanea.it

  • shares
  • Mail