Sebastião Salgado, protagonista con Genesis alla MEP e in altri due luoghi di Parigi

Tre percorsi paralleli per immergersi nella Genesis del brasiliano Salgado.

Ho avuto il privilegio di vedere le cose più incredibili di questo mondo...

Sebastião Salgado non ha bisogno di presentazioni. A precederlo non solo la grandissima notorietà delle sue opere (alcune delle quali riunite in libri fotografici tradotti anche in Italiano) quando l'infinita eco che fuoriesce dalle sue immagini. Contorni mutevoli e sfumati, figli dei grandi contrasti dell'esistenza che hanno già calcato il palcoscenico romano dell'Ara Pacis fino a qualche giorno fa, ha ritrovato gli spazi della MEP di Parigi, ormai nota meta per gli amanti della fotografia d'oltralpe, con una vera e propria "invasione". Un progetto epico, diluito lungo più di un decennio n un accadere insolubile che lega le stanze dell'Istituzione al desiderio di rendere omaggio al lavoro del fotografo brasiliano, legatissimo alla capitale francese.

Ai confini del Sud, Iceberg tra lâ??île Paulet e le Shetland del sud nel mar di Weddell. Penisola Antartica 2005. © Sebastião Salgado

Ma la città non è una compagna ingrata e stringe letteralmente le sue eleganti braccia intorno al fotografo che la raggiunse già nel lontano 1969, per seguire, qualche mese dopo lo scoppio delle rivolte studentesche che la infiammarono, un corso all'Ensae (École nationale de la statistique et de l'administration économique) e preparare un dottorato in economia agricola, dedicandogli altre due mostre in parallela, una dedicata al suo impegno sociale "Sebastião Salgado, un regard engagé", collezione della Maison Européenne de la Photographie, che debutterà il 5 ottobre per proseguire fino al primo dicembre 2013, presso la Vieille Église Saint-Vincent de Mérignac, mentre la seconda in ordine di tempo, alla Galerie Polka, ritornerà ancora una volta su Genesis, prolungandosi dal 9 novembre 2013 al 18 gennaio 2014.

Terre del Nord, vista del la confluenza tra il Colorado e il Piccolo Colorado presa dal territorio Navajo. Arizona, USA, 2010. © Sebastião Salgado

Ma è alla MEP e ai suoi spazi che queste declinazioni fanno capo, in un percorso il cui inizio porta con sé anche un nuovo spazio dedicato al giovane pubblico, che presenta una programmazione specifica di stage e corsi tenuti da artisti e conferenzieri. Si tratta degli Ateliers du 12, divisi in due fasce d'età: 6-11 anni e 12-15 anni, un buon modo per cominciare a stuzzicare l'interesse per le tecniche e gli sguardi di quella coscienza fotografica che richiama Lélia Wanick Salgado:

Genesis è la ricerca del mondo delle origine, quello che si è evoluto per millenni prima di confrontarsi con il ritmo della vita attuale e di dimenticare cosa fa di noi degli esseri umani. L'esposizione ci presenta paesaggi, animali e popolazioni che hanno saputo sottrarsi a tale mondo, rendendo omaggio a regioni lontane nelle quali, intatta e silenziosa, la natura regna ancora in tutta la sua maestosità...

Via | mep-fr.org/evenement/sebastiao-salgado-2

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