Sorridere nelle foto, un secolo fa era sconveniente

Sorridere nelle foto al giorno d'oggi è la regola, ma un secolo fa era sconveniente, tanto da essere assolutamente evitato da politici ed artisti nei ritratti formali

Sorridere nelle foto

Smile, sorridi, cheese, formaggio. Ovvero i modi più o meno internazionali per chiedere al soggetto di sorridere nelle foto. Perché al giorno d'oggi sorridere è la regola. Non solo nelle foto con gli amici, dove magari si scivola nell'eccesso della classica duckface, ma anche nelle foto ufficiali, come nel "posatino" dei nostri politici.

Ma un secolo fa la situazione era completamente differente. Provate a curiosare tra le foto storiche e noterete quanto siano rari i sorrisi. Infatti a quei tempi sorridere era considerato addirittura sconveniente. Questo ci dice la storia:

Dal 17 ° secolo in Europa era un fatto ben noto che le uniche persone che hanno un ampio sorriso, nella vita e nell'arte, erano i poveri, l'osceno, l'ubriaco, lo sciocco e l'intrattenitore.

Quindi personaggi storici come Abraham Lincoln, ricordato come dotato di un brillante umorismo, nei ritratti formali ha sempre un'espressione seria e severa. Stesso discorso per Mark Twain, alla ricerca di situazioni divertenti non solo nei propri romanzi, ma senza l'accenno di un sorriso sotto i suoi folti baffi, quando si trovava di fronte alla macchina fotografica.

Come però non dargli ragione, specialmente confrontando questi ritratti con qualche duckface su Facebook e pure con i "posatini" dei nostri polici?

Via | PetaPixel

Sorridere nelle foto

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