#hashtag instagram: usi e abusi, dal primo Hotel instagram ai clichè di Satiregram

Viaggio tra usi, abusi e clichè degli #hashtag di Instagram, dal primo Hotel Instagram, ai clichè condivisi da Satiregram.

"The word has not been recognised as a virus because it has achieved a state of stable symbiosis with the host."
William S. Burroughs, The Electronic Revolution

Una parola capace di entrare in simbiosi con il resto non può definirsi un virus, anche un meme (dal proverbio al tormentone) non è un virus sebbene si diffonda in maniera simile, ma resta il fatto che la virulenza degli hashtag dei social network si presta ad usi, abusi e ironie di ogni tipo, proprio grazie alla sua natura e capacità di trasformare ogni termine in una parola chiave preceduta dal cancelletto.

Anche le recenti 'censure' introdotte da un social network come Instagram, non vietano l'uso di certi termini ma li rendono di fatto inoffensivi, ovvero inutili in termini di visibilità, anche se si possono comprendere le scelte di quelli illeciti e pornografici, forse anche di quelli più scomodi relativi a legge e salute (#loseweight, #proanorexia, #weed), un po' meno di quelli 'troppo' comuni, come #instagram, #photography, #popular o #iphone, che non colpiscono comunque (in-spiegabilmente) lhashtag come #iphone5 e quelli relativi a dati personali come #passport condivisi da individui che ovviamente non temono i furti di identità.

Se la potenzialità degli hashtag non hanno tardato a sedurre aziende e settori a caccia di visibilità social, oltre ad animare veri e propri pacchetti pubblicitari, il 1888 Hotel di Sydney non si è limitato ad abbracciare la cultura Instagram, offrendo pernottamenti gratuiti per gli Instagrammers con oltre 10.000 seguaci, e all'ospite che ha scattato che ha scattato la migliore foto Instagram durante il soggiorno.

L'albergo australiano si è guadagnato il soprannome di primo "Instagram Hotel", anche grazie a due schermi in zona reception, in costante aggiornamento delle foto pubblicate con l'hashtag #1888hotel, un "selfie-space" che consente agli ospiti di posare per le foto dietro una cornice speciale, e Insta-walk maps in portineria, ovvero mappe fotografiche Instagram per passeggiate turistiche dei paraggi.

Un uso degli hashtag che si affianca ai milioni di abusi quotidiani e clichè,
descritti (con le parole e non con le immagini) negli ironici messaggi hashtag condivisi da @ Satiregram, nel mare navigabile di piccoli crimini quotidiani, commessi da chi condivide quello che ha mangiato insieme agli ingredienti, quello che indossa...

Foto 1 | Flickr
Foto 2 | snapshot instagram 8hotels
Foto 3 | snapshot instagram satiregram

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