Robert Capa in Italia 1943-1944

Lo sbarco degli Alleati raccontato dagli scatti di Robert Capa

Una piccola donna anziana, curva e nera come il manto del lutto, arranca tra le rovine che ostruiscono i vicoli pericolanti e fatiscenti di Agrigento nel luglio del 1943, pochi giorni dopo lo sbarco delle forze alleate britanniche, americane e canadesi, sulle spiagge della Sicilia ancora controllate dalle forze dell'Asse.

Un impiego di 160.000 soldati, 4000 aerei da combattimento e trasporto, 285 navi a guerra, due portaerei e 2.775 unità di trasporto riversate tra Licata e Siracusa, che liberarono la Sicilia in 39 giorni nell'estate del 1943.

L'imponente offensiva degli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale, seconda solo all'invasione della Normandia, salutata dall'espressione esultante di generazioni di uomini che arrivano dai campi rastrellati dal nemico, con somari che non hanno mai visto un carro armato.

Benvenuto alle truppe americane a Monreale, 23 luglio 1943 Robert Capa © International Center of Photography/Magnum â?? Collezione del Museo Nazionale Ungherese

Contadini e pastori che non temono di indicare ai soldati americani in perlustrazione nei dintorni di Troina, la direzione presa dai tedeschi, a costo della vita, come l'ormai celebre contadino della contrada Caucirì (Giovanni Maccarrone), ucciso da un tedesco che aveva assistito alla medesima scena fotografata il 5 agosto del 1943 da Robert Capa.

I volti della storia e della guerra fotografati da quell'Endre Erno Friedmann, che con il nome di Robert Capa, ha trascorso la sua breve ma intensa vita finita a 40 anni su una mina in Indocina, a documentare in prima linea ogni genere di conflitto, tra i soldati durante lo sbarco degli Alleati in Normandia, seguendo gli eventi della seconda guerra mondiale, come aveva già fatto per la guerra civile spagnola, e la seconda guerra sino-giapponese, come farà con la guerra arabo-israeliana e la prima guerra d’Indocina, dove il 25 maggio 1954 nella Provincia di Thai Binh perse la vita su una mina.

Ogni genere di conflitto, a partire da quelli interiori, che traspaiono dai volti assorti dei soldati che si concedono una pausa dalla guerra al riparo di cattedrali, quanto da quelli di anziani, donne e bambini in coda per l’acqua nell'ottobre del 1943, con le vesti logorate dalla guerra, e bottiglie proporzionate alle loro forze di volontà e risorse.

Volti di soldati e civili con i quali il corrispondente di guerra in Italia racconta il cuore del conflitto, dallo sbarco in Sicilia fino ad Anzio, da luglio 1943 a febbraio 1944, con la resa di Palermo, la distruzione della posta centrale di Napoli, il funerale delle giovanissime vittime delle Quattro Giornate di Napoli, vicino a Montecassino la fuga sulle montagne, o l'accoglienza dei soldati alleati a Monreale.

Solo alcune della settantamila foto scattate in quasi quarant’anni di vita da Capa, custodite dall’International Center of Photography di New York, tra le quali il fratello Cornell e il biografo di Capa Whelan hanno selezionato 937 foto, per le tre identiche “master Selection I, II e III” conservate a New York, Tokyo e Budapest.

Una selezione del Museo Ungherese dalla quale arrivano le 78 fotografie in mostra con “Robert Capa in Italia 1943 – 1944”, pronta ad un lungo viaggio nel tempo con tappe pronte a toccare:

Il Museo di Roma Palazzo Braschi, sino al 6 gennaio 2014

Il MNAF Museo Nazionale Alinari della Fotografia di Firenze, dal 10 gennaio al 30 marzo 2014

Il Palazzo Ducale di Genova, dal 7 giugno al 5 ottobre 2014

Lo Spazio Oberdan di Milano, dal 30 gennaio, prorogata fino al 22 maggio 2015, con annessa rassegna cinematografica.

La Torre Capitania di Troina (Enna), dal 5 luglio al 30 settembre 2015

La Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea "Raffaele De Grada" di San Gimignano, dal 5 marzo al 10 luglio 2016.

Il Palazzo Pigorini di Parma (Strada della Repubblica 29/A) dal 7 ottobre 2016 al 15 gennaio 2017, prorogata fino al 29 gennaio 2017.

La mostra a cura di Beatrix Lengyel, organizzata in occasione dell’Anno Culturale Ungheria Italia 2013, che coincide con il centenario della nascita di questo grande maestro della fotografia del XX secolo (1913–1954) festeggiata ufficialmente il 22 ottobre, racconta con scatti in bianco e nero il settantesimo anniversario dello Sbarco degli Alleati.

Le fotografie di Robert Capa sono impresse nella memoria collettiva come piccoli frammenti del XX secolo. Sono tessere di un simbolico mosaico degli istanti che separano vita e morte e delle atrocità delle cinque guerre di cui fu testimone.

Grazie alla delicatezza, all’umanità, alla spontaneità e alla sensibilità dei suoi scatti, generazioni di fotografi hanno compreso come sia possibile immortalare i dimenticati e gli ultimi nell’intimità degli attimi di cui si compone una vita, siano essi attimi di commozione, sollievo, terrore o felicità.

Beatrix Lengyel Curatrice della mostra, Museo Nazionale Ungherese

Una mostra ideata dal Museo Nazionale Ungherese di Budapest e Fratelli Alinari, Fondazione per la Storia della Fotografia, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con il Museo Nazionale Ungherese di Budapest, il Ministero delle Risorse Umane d’Ungheria, il Fondo Nazionale Culturale, l’Istituto Balassi – Accademia d’Ungheria a Roma e l’Ambasciata di Ungheria a Roma. L’organizzazione è di Zètema Progetto Cultura, Il catalogo è una coedizione del Museo Nazionale Ungherese di Budapest e Fratelli Alinari, Fondazione per la Storia della Fotografia.

Foto | Photograph by Robert Capa © International Center of Photography/Magnum - Collection of the Hungarian National Museum, Courtesy Fratelli Alinari

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