Ribi. Negli occhi dei pesci lacrime: pesci, simboli e fotografia di Karmen Corak

Pesci, simboli e fotografie di Karmen Corak, guizzano alla XII edizione di FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma con Ribi. Negli occhi dei pesci lacrime.

KARMEN CORAK – RIBI Negli occhi dei pesci lacrime

“La primavera se ne va
gli uccelli piangono
negli occhi dei pesci lacrime.”

Sentire la poetica dell'haiku di Matsuo Bashō, richiede la stessa capacità di cogliere l'inafferrabile transitorietà del guizzo vitale che attraversa il progetto fotografico di Karmen Corak, con il frammento preso in prestito per i suoi “ribi”, ovvero i “due pesci” della lingua slovena.

Una dualità di correnti energetiche, realtà complementari e parti di un tutto, simbolicamente riconducibili all’adattabilità e all’identificazione con il flusso vitale che nuota nel simbolismo di molte culture, dal Cristianesimo al Buddhismo Tibetano.

KARMEN CORAK – RIBI Negli occhi dei pesci lacrime

Due pesci per un mare di significati, che emergono dai cromatismi del bianco e nero quanto dalle sfumature di colore, dalla sinuosità di tentacoli e trame di chele, pattern ittici e paesaggi marini, dal profumo che evocano e gli abissi che solcano, da Ribi. Negli occhi dei pesci lacrime.

KARMEN CORAK – RIBI Negli occhi dei pesci lacrime
KARMEN CORAK – RIBI Negli occhi dei pesci lacrime
KARMEN CORAK – RIBI Negli occhi dei pesci lacrime
KARMEN CORAK – RIBI Negli occhi dei pesci lacrime

Un progetto fotografico realizzato da Karmen Corak tra il 1996 e il 2011, tra vuoto e pieno. Una mostra curata da Manuela De Leonardis, presentata per la prima volta in occasione della XII edizione di FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma che indaga sul tema “Vacatio. Sospensione e assenza nella fotografia”, ospitata dalla Galleria ACTA INTERNATIONAL (via Panisperna, 82-83) sino all'8 novembre 2013, dal martedì al sabato, dalle ore16.00 alle 19.30.

KARMEN CORAK – RIBI Negli occhi dei pesci lacrime

“Per la fotografa è il tentativo di cogliere l’attimo del passaggio, una mobilità cristallizzata del flusso vitale. La sospensione e l’assenza come una texture fitta che non lascia respiro all’interno dell’inquadratura, in cui affiora il ricordo del guizzo dietro/dentro lo strato di ghiaccio che congela il soggetto fisicamente e metaforicamente.”

Per tutti l'occasione di riflettere su occhi che piangono, guardano, guizzano, insieme a prospettive inaspettate sulla gamma di realtà e simboli che possiamo fotografare.

Foto | RIBI Negli occhi dei pesci lacrime © Karmen Corak
Via | Manuela De Leonardis

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