Verily Magazine dice no a Photoshop!

Il magazine femminile Verily celebra donne, bisogni e stili di vita reali, arrivando a bandire Photoshop dai suoi servizi di moda.

La verità sta sempre nel mezzo, ma chi si occupa di fotografia di moda ed editoriali per magazine e riviste sa bene quanto sia gradita, richiesta, e spesso indispensabile la bacchetta magica di photoshop, e ogni genere di trucco ed effetto speciale, per ritoccare, alterare e falsificare, aspetto e atmosfere di un universo interessato all'estetica imperante che fugge dalla realtà e spesso dalla razionalità.

Un mondo dove le donne non hanno la cellulite e restano truccate anche quando dormono, gli uomini sfoggiano addominali perfetti e non le tartarughe rovesciate che si vedono in giro, i bambini non vanno dallo psichiatra, le famiglie sono felici, e la verità cede il passo a sogni, desideri e aspettative elevate.

Un mondo che altera e influenza la percezione di tutto e del possibile, non solo sui corpi incisi dal bisturi per avvicinarsi ai modelli ritoccati dal digitale, attraverso continui messaggi negativi, che qualcuno nel mondo dell'editoria dedicata espressamente alle signore ha deciso di sovvertire dicendo la 'verità' (più o meno).

Con la ferma intenzione di celebrare le donne reali, con le "zampe di gallina, le lentiggini”, qualche chiletto in più o meno nei punti giusti, e tutti quei piccoli e grandi difetti che contribuiscono a caratterizzare la bellezza unica e individuale di ognuna, Ashley Crouch e i co-fondatori Kara Eschbach e Janet Sahm del magazine Verily, hanno inaugurato una decisiva inversione di tendenza dal trend imperante, arrivando anche a bandire photoshop dalle fotografie che pubblicano.

"Whereas other magazines artificially alter images in Photoshop to achieve the so-called ideal body type or leave a maximum of three wrinkles, Verily never alters the body or face structure of the Verily models."

Una celebrazione delle donne reali che la rivista di moda e stile di vita volta a donne da 18 a 35, estende anche ai modelli, come quelli scelti per presentare la moda "Runway To Realway" nel numero di novembre / dicembre del magazine, che non sono modelle di professione ma professioniste del settore pubblicitario, letterario e di marketing.

I servizi di moda traducono anche i modelli di abiti e accessori visti sulle passerelle di Tommy Hilfiger, Rochas o Miu Miu in abbigliamento dai prezzi accessibili, in vendita nelle grande catene spagnole Zara e Mango, o quella svedese H & M, rispondendo alle esigenze emerse dall'indagine condotta sulle donne reali attraverso i social media.

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