Christopher Morris: fotografare il potere in campagna elettorale alla Petite Poule Noire di Parigi

Il tema sempre attuale della fotografia politica, secondo alcuni esperti del settore.

Obama, © Christopher Morris / VII

"Fotografare il potere in campagna elettorale", pane quotidiano per gente come Christopher Morris, fotoreporter passato dagli scenari di guerra alla Casa Bianca, presso la quale ha seguito per conto di Time magazine gli anni della presidenza Bush e una parte della campagna di Obama, Dominique Buissou, responsabile delle relazioni con la stampa di François Hollande durante l'ultima presidenziale e poi consigliere di comunicazione del Primo Ministro e Mathieu Polak, redattore incaricato della produzione fotografica politica del quotidiano "Le Monde", nel medesimo periodo.

Christopher Morris | fotografare il potere in campagna elettorale | la Petite Poule Noire Parigi, foto Sara Rania

Sono loro i tre estremi dell'incontro polifonico al quale abbiamo assistito qualche giorno fa, nella serata di giovedì 17 ottobre 2013, una tavola rotonda a proposito del lavoro di Christopher Morris (presente a Parigi per descrivere le due candidate alla guida della città di Parigi, che si affronteranno nelle prossime elezioni) i cui scatti sugli "Americans" sono attualmente esposti alla galleria parigina de la Petite Poule Noire di Parigi. E mentre le parole scorrevano a fiumi sia in inglese che in francese intorno all'argomento, i volti vacui ritratti da Morris narravano la decadenza di un'America votata ad una fedeltà narcotica, a mo' di intermezzi sulla parlata fluente del fotografo, intento a sottolineare l'importanza della fiducia nel dialogo per immagini che unisce il soggetto e colui che le scatta in un rapporto unico e fugace puntellato da una serie di gustosi aneddoti come il vero e propri test al quale racconta di esser stato sottoposto la prima volta che ha messo i piedi nello studio ovale dopo esser stato istruito dal pool di spin doctor sui vari interdetti ecco che Bush si esibiva in una serie di scene assolutamente da non fotografare, cioé il presidente con i piedi sulla scrivania, oppure il medesimo con un sigaro, anche se spento alla bocca.

Modello USA e latino anche per la fotografia


Christopher Morris | fotografare il potere in campagna elettorale | la Petite Poule Noire Parigi, foto Sara Rania

Ed ecco emergere progressivamente nella discussione due modelli distinti, uno latino, basato sulla negoziazione, che ingloba la Francia e per molti aspetti anche l'Italia, nel quale i giornalisti sono spesso legati al potere, mentre gli esponenti politici restano largamente diffidenti nei confronti dei media, ed uno statunitense, piuttosto hollywoodiano, che si basa su un'esigenza di trasparenza estrema legata ad una dipendenza mediatica altrettanto forte, che si ripercuote in un'attenzione quasi maniacale ai risvolti di presentazione del politico di turno, accuratamente filtrati e codificati dall'entourage del politico di turno. Classificazioni applicabili agevolmente anche alla fotografia, e sula quali riflettere.

Via | lapetitepoulenoire.fr/index.php?/evenements

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