La fotografia digitale fa bene anche alla terza età, parola di studio americano

L'impegno che richiede apprendere fotografia digitale e fotoritocco, ha effetti benefici cognitivi e mnemonici anche sulla terza età, parola di uno studio americano.

La poetica visionaria di uno sguardo singolare e surreale come quello di Mr Gilbert Garcin, scoperta con la fotografia solo dopo essere andato in pensione, e protagonista di questo cocumentario prodotto a Les Rencontres d'Arles, è la prova più evidente e incoraggiante dei benefici che il mezzo e il linguaggio sanno infondere ad ogni individuo di qualsiasi età, soprattutto quella che ha più problemi e bisogno di esplorare la memoria.

Se d'altra parte non esiste un'età anagrafica che precluda il piacere di imparare ad esprimersi con le immagini, e il mercato delle macchine fotografiche punta ad estendere la gamma delle proprie caratteristiche agli utenti da 0 a 100 anni, uno studio americano ha addirittura testato i vantaggi che possono derivare dall'impegno che richiede cimentarsi con fotografia digitale e fotoritocco.

Attività impegnative per intelligenza e memoria, inserite per tre mesi tra le attività ricreative quotidiane di un gruppo di 221 individui tra i 60 e i 90 anni, che hanno rivelato un miglioramento delle facoltà mentali e mnemoniche al team di ricercatori dell'Università di Dallas impegnati nel progetto Synapse, guidato dal Dr. Denise Park, ricercatore e co-direttore del Center for Vital Longevity, e Distinguished University Chair.

Un gruppetto di anziani divisi in sottogruppi alle prese con attività che richiedono diversi gradi di impegno, dall'uso della macchina da cucire a controllo computerizzato, all'ascolto della musica, ma a quanto pare sono quelli che hanno imparato ad utilizzare l'apparecchiatura e il software per scattare e modificare foto digitali, ad aver registrato i miglioramenti cognitivi più manifesti, non raggiunti da altri.

“It seems it is not enough just to get out and do something — it is important to get out and do something unfamiliar and mentally challenging.”

Un test che il team di ricerca dell'Università Texana estenderà per valutarne la portata e la durata dei benefici, anche se non serve una prova scientifica per prevedere gli effetti duraturi scatenati in uomini e donne che hanno appena scoperto le potenzialità e le prospettive della fotografia, insieme ad un rinnovata capacità di guardare le stesse cose, e se stessi, con occhi e obiettivi diversi.

Via | UT Dallas

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