Danilo Balducci: Domik e i terremoti all'Antropomorpha Fotografia di Roma

Anatomia sociale della catastrofe del terremoto, con Danilo Balducci a Roma.

Danilo Balducci | Domik e i terremoti | Antropomorpha Fotografia di Roma

La terra che trema si incide nella pelle, squassa l'animo e resta negli occhi e nei ricordi per generazioni e generazioni. Quello stesso suolo amato ed incerto, che si comincia a guardare con sospetto ha ispirato "Domik", un percorso di ricomposizione ed analisi fotografia attualmente esposto presso lo spazio Antropomorpha Fotografia di Roma fino al 21 Novembre 2013. Il suo autore Danilo Balducci, fotoreporter e docente dell'Accademia di Belle Arti de L'Aquila, si è immerso nelle ferite inferte dal terremoto alla sua città per ritornare indietro nel tempo, a quelle che un evento simile inflisse in Armenia. Un salto temporale di 25 anni, concentrato sulla città di Gyumri, devastata il 7 dicembre 1988 una violentissima scossa che uccise all’istante 25.000 persone e pesa ancora sulla vita della popolazione. Una catastrofe che fa registrare ad oggi ben 2.000 famiglie che vivono nei domiks (in russo piccola casa), vagoni ferroviari, containers, abitazioni di amianto, forniti dal governo sovietico o spesso costruiti con le proprie mani, attraversando con difficoltà i rigidi inverni locali.

La scelta di documentare una situazione post-sismica differente nasce dalla necessità di capire l’evoluzione e le mutazioni che, in un contesto assolutamente diverso da L’Aquila, hanno colpito la popolazione armena. Una ricerca del “come saremo” applicata alla propria città di origine dove, in parallelo con Gyumri, il tessuto sociale è stato disgregato e le abitudini dei cittadini sono cambiate radicalmente.
Balducci continua a lavorare ancora su L’Aquila, sulle case dormitorio sorte intorno alla città senza vita, sui paesi interni al cratere, con uno sguardo intimo, non invasivo, lo sguardo di chi ha vissuto per molti anni la città nella sua normalità e si sente egli stesso parte della popolazione colpita.

Via | bit.ly/mostradanilobalducci

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