Zimbabwe: Your Wounds Will Be Named Silence di Robin Hammond

Viaggio nell'inferno degli africani dimenticati dallo Zimbabwe di Mugabe, nei ritratti di volti e macerie del quotidiano che rompono il silenzio con Your Wounds Will Be Named Silence di Robin Hammond.

Zimbabwe - Your Wounds Will Be Named Silence © Robin Hammond

Fino alla notte delle streghe del 31 ottobre, gli spazi sotterranei dell' I.S.A – Istituto Superiore Antincendio di Roma (Via del Commercio, 13), custodiscono gli occhi aperti sugli sguardi e i frammenti del contemporaneo della IX edizione di FotoLeggendo, insieme alla discesa nelle tenebre dello Zimbabwe di Mugabe, fotografato da Your Wounds Will Be Named Silence di Robin Hammond.

Un viaggio nel paese africano che ha ottenuto l'indipendenza dalla Gran Bretagna il 18 aprile del 1980, e al quale la repubblica semipresidenziale guidata dal novantenne Robert Mugabe, ed un governo di stampo dittatoriale che non lesina caos e violenza, hanno procurato una crisi economica, sociale, politica e umanitaria senza precedenti, che BBC e CNN hanno ricevuto il divieto di riprendere.

Tenebre penetrate dall'obiettivo del neozelandese Robin Hammond, rappresentato dalla Panos Pictures, che lasciano emergere dalla fitta oscurità i volti e le macerie di una generazione che sta morendo di stenti, nel reportage realizzato anche grazie a un grant della fondazione Carmignac per il giornalismo.

Violet pensa di avere quasi 90 anni. Nel 2005, dopo che la sua casa fu distrutta nel corso dell'Operazione Murambatsvina, è stata trasferita in un appartamento in rovina senza acqua né luce elettrica nella città di Bulawayo, la seconda più grande dello Zimbabwe. "Vedo che ora le cose stanno cambiando", dice. "Ma è doloroso perché abbiamo anche fame".

Il ritratto di una donna invecchiata presto, grazie anche all'effetto dell'Operazione Murambatsvina, (sgombriamo la spazzatura) di Mugabe, avviata dopo aver vinto le elezioni per punire i sostenitori dei suoi rivali politici, che nel giro di due mesi rase al suolo case e negozi di periferia lasciando per strada, senza lavoro e senza un tetto sulla testa oltre 500.000 persone di tutte le età, compresa la nonna dei gemelli Patrick e Petrous, di appena cinque anni e mezzo, che dopo essere stati abbandonati prima dal padre e in seguito dalla madre, vivono con lei in una discarica di rifiuti, che la donna ricicla guadagnando circa otto euro al mese, senza potersi permettere di mandarli a scuola.

Zimbabwe - Your Wounds Will Be Named Silence © Robin Hammond

Zimbabwe - Your Wounds Will Be Named Silence © Robin Hammond

Un tour nel paese che vanta 1,5 milioni di orfani, cercatori d'oro e rifiuti, nei quartieri in rovina, tra le macerie del quotidiano e i resti di cadaveri anonimi, come il Mbare che dal 2000 è una roccaforte del partito d'opposizione MDC, dove lo ZANU-PF di Mugabe ha inviato squadre armate per terrorizzare gli abitanti, insediandovi centri per la tortura.

Un viaggio per lo sguardo nelle pieghe più oscure dell'inferno che siamo in grado di organizzare in terra, e non ha alcun bisogno di risvegliare i morti per spaventare i vivi, anche quanto le grida di disperazione sono spaventosamente silenziose.

Zimbabwe - Your Wounds Will Be Named Silence © Robin Hammond

Foto | Zimbabwe - Your Wounds Will Be Named Silence © Robin Hammond
Via | Fotoleggendo 2013

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