Cara Alda – sul filo di parole, poesie e fotografie di Alda Merini

Cara Alda - Un ricordo di Alda Merini tra immagini e carta stampata, un libro e una mostra, con i testi di Maurizio Bonassina e le fotografie di Giuliano Grittini, allo Spazio Oberdan di Milano, sul filo della poesia e dell’ironia dalla poetessa dei Navigli.

A pochi giorni dal triste anniversario della scomparsa, il cuore di Milano, trafitto, ammaliato e consolato dalle parole vive e acuminate di Alda Merini (Milano, 21 mar 1931 - 1 Novembre 2009), torna a ricordare la donna dalla vita tormentata e la poetica travolgente, capace di strappare parole ai silenzi, poesie ai tormenti ed emozioni all'inferno della vita, nutrendosi di sogni, baci spinti al di là delle labbra, carezze oltre i confine del piacere, del dolore, dei mondi di dentro e di quelli che non potranno mai fermare le pareti di un manicomio.

Frammenti lirici e ricordi raminghi, che tornano nel Foyer dello Spazio Oberdan dedicato alla poetessa milanese, per presentare una biografia dei suoi ultimi anni, insieme a testi di vita, arricchita di scatti inediti, dai quali è tratta la mostra omonima.

Ha nevicato molto sul mio destino
una pioggia torrenziale e felice
come quella dei santi.
Qualsiasi patria mi sarebbe andata bene
ma la grandiosità della follia
è stata il mio maggior culto.
A Torino ho messo radici segrete
ho inventato un comandamento
a cui non ho mai obbedito
e questa disobbedienza segreta
ha fatto fiorire i miei migliori versi.

(inedito per “La Stampa”, giugno 2009)

“Cara Alda - Un ricordo di Alda Merini tra immagini e carta stampata”, edito da La Vita Felice, per la mostra che affianca la riproduzione dei testi di Maurizio Bonassina, frutto di incontri di intima sintonia condivisi per anni sulle pagine milanesi del «Corriere della Sera» e di altre riviste, alle immagini di Giuliano Grittini, grande amico e “fotografo ufficiale” di Alda.

«Era il 2007, avevamo appuntamento per un’intervista. Ero sul punto di andarmene; elegante, indossavo giacca e cravatta, a lei piacevano gli uomini distinti. Poi mi ha guardato, ha preso la spazzola e ha cominciato a pettinarsi. Era il segnale che mi aveva accettato. Sdraiata sul divano mi ha detto: “Venga avanti”». Maurizio Bonassina

Ritratti di un'anima scatenata, messa a fuoco dai chiaroscuri del bianco e nero, dai colori vibranti, dalla patina del tempo che segue un filo di fumo, le graffianti rielaborazioni cromatiche di volti e parole in libertà, come i pezzi di vita e poesia di vetro, realizzate del fotografo e maestro incisore, insignito quest'anno del Premio Isimbardi, come quella scelta per la copertina del libro.

Una mostra di fotografie travolgenti e testi illuminanti, sulla donna che si pettinava i capelli con il vento, insieme a qualche inedito dettato sul filo della poesia e dell’ironia dalla poetessa dei Navigli.

La mostra inaugurata oggi alle alle ore 18.00, nella sala "Alda Merini" dello Spazio Oberdan, (viale Vittorio Veneto, 2) di  Milano, resta aperta alle visite fino al 3 novembre 2013, tutti i giorni (mai di lunedì), dalle ore 10 alle 22, ad ingresso libero, insieme all'occasione di abbandonarsi ai frammenti del folle e poetico universo lasciato 'a tutte le donne e gli uomini' da Alda Merini.

Lasciando adesso che le vene crescano

Lasciando adesso che le vene crescano
in intrichi di rami melodiosi
inneggianti al destino che trascelse
te fra gli eletti a cingermi di luce…
In libertà di spazio ogni volume
di tensione repressa si modella
nel fervore del moto e mi dissanguo
di canto ‘vero’ ad esso che trascino
la mia squallida spoglia dentro l’orgia
dell’abbandono. O, senza tregua più,
dannata d’universo, o la perfetta
nudità della vita,
o implacabili ardori riplasmanti
la già morta materia: in te mi accolgo
risospinta dagli echi all’infinito.

Foto 1 | Wikimedia
Foto 2 | Facebook

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