Le reflex modificano la sensibilità ISO autonomamente


DxOMark è un sito in cui vengono pubblicati i dati di test effettuati sui sensori delle fotocamere che hanno la possibilità di salvare le foto in formato RAW.

I valori sono calcolati in maniera scrupolosa, come spiegato esaustivamente, ma vertono sul solo sensore e quindi non possono essere utilizzati per valutare la bontà complessiva di una reflex. Per la scelta di un nuovo modello non bisogna neanche sottovalutare il convertitore raw utilizzato poiché possono essere presenti algoritmi con particolari ottimizzazioni.

Fatte queste premesse i dati pubblicati possono anche smascherare alcuni fenomeni sconosciuti ai più. Grazie a queste prove su Luminous Landscape è presente un'interessante spiegazione sulla correzione automatica della sensibilità iso nelle reflex.

Siamo abituati a pensare alla quantità di luce che passa attraverso un obiettivo solo in termini di F-stop, cioè di apertura del diaframma, ma il discorso nella realtà non è così semplice. Durante il passaggio all'interno del barilotto la luce attraversa diverse lenti e viene più o meno attenuata. Obiettivi diversi fanno arrivare sul sensore quantità di luce diversa anche se l'apertura è identica.

Per esempio, un obiettivo zoom particolarmente complicato potrebbe assorbire molta più luce di uno semplice o con lenti migliori. L'industria ha risolto questa inconsistenza tempo fa con il T-stop. Questo misura la luce lasciata passare dall'obiettivo corretta per il suo assorbimento. Obiettivi diversi al medesimo T-stop forniscono al sensore la stessa quantità di luce.

Se poi la nostra fotocamera utilizza un sensore cmos (quasi tutte) le cose si complicano ulteriormente. Ogni "pixel" è come un piccolo tubo alla cui fine è presente il fotodiodo, ma la luce che raggiunge il sensore oltre una certa angolazione non viene rilevata. Sembra che ad elevate aperture questo effetto sia particolarmente importante.


Nel grafico qui sopra sono riportati i valori di perdita T-stop per alcuni sensori utilizzati da Canon e Nikon a f/1,4. Come potete vedere ogni modello da risultati diversi. Viene automatico chiedersi come mai nessuno si sia accorto di avere foto sottoesposte.

La risposta è semplice. A queste aperture il firmware aumenta automaticamente, senza possibilità di scelta da parte del fotografo, la sensibilità iso per compensare a questa perdita come potete vedere in copertina. Sarà interessante vedere quali altri segreti si riuscirà ad estrapolare analizzando i dati.

Via | LuminousLandscape

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