Marwencol: un piccolo mondo tra arte e terapia, scatto dopo scatto

Marwencol_While-driving-around-Belgium-looking-for-Marwencol-the-SS-find-the-corpse-of-one-of-their-own.-They-must-be-getting-close-to-Marwencol©Mark-Hogancamp

Storia, letteratura e cinema sono pieni di personaggi che perdono memoria e identità per andare incontro al destino insieme alle ombre e le luci della memoria, Marwencol ne è in un certo senso l’apoteosi, a metà strada tra arte e terapia, gioco e memoria ri-costruita.

Come per la maggior parte dei bambini che inventano storie di giocattoli, i set di bambole fotografate come ricordi emersi dalle brume del tempo rendono Marwencol qualcosa di più di un gioco per il suo artefice Mark Hogancamp, una seconda vita iniziata in un villaggio del Belgio in miniatura ai tempi dell'Offensiva delle Ardenne.

Dopo un’aggressione, il coma e un’esistenza senza memoria di nulla neanche di cose semplici come mangiare e camminare, Mark e il suo piccolo alter ego, anche lui salvo per miracolo, dalla provincia americana al villaggio belga, da oggi al 1944, hanno cominciato a ri-vivere set dopo set, scatto dopo scatto, in un mondo in scala ridotta, popolato da personaggi presi in prestito dalla realtà, ma molto meglio della realtà, perché nel diorama (a seguire in un piccolo video in stop motion) tutti possono avere una seconda chance.

Lontano da simulazioni, ammiccamenti metaforici sulla società e speculazioni, Marwencol è solo un mondo di storie d'ordinaria umanità, una memoria che sostituire quella perduta di Mark uomo e Mark personaggio. Le fotografie realistiche esposte all'Esopus Space di Manhattan fino alla fine di ottobre, anche da sfogliare on line nel numero speciale dedicato al progetto qualche anno fa, il libro realizzato per sostenere tutte queste nuove vite, e il premiatissimo documentario diretto da Jeff Malmberg (il trailer nel video) che ne mette a fuoco il lungo percorso, sono on line e meritano uno sguardo.

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